Ospedale Volterra, tempi lunghi per ricoverare i pazienti dal pronto soccorso

Giudizio sostanzialmente positivo sul S. Maria Maddalena troppe attese, però, per ottenere un posto letto in reparto

VOLTERRA. Pronto soccorso promosso. Bocciato il funzionamento complessivo dell’ospedale rispetto ai ricoveri che passano dal pronto soccorso.

È questa, in estrema sintesi, la valutazione da parte del Mes del Sant’Anna, il laboratori che ogni anno dà il giudizio sulla sanità. Per il 2020 l’ospedale Santa Maria Maddalena ottiene, complessivamente, una valutazione positiva. Ma resta “rossa” (il colore che indica il peggior giudizio) la voce “percentuale di accessi al pronto soccorso inviati al ricovero con tempo di permanenza entro 8 ore”. Si tratta, infatti, dei casi in cui un paziente arriva al pronto soccorso e, dopo accertamenti, deve essere ricoverato. Ma è costretto a rimanere in attesa prima di trovare un letto. Le classiche situazioni di pazienti fermi a lungo sulle barelle prima di poter essere sistemati in una camera del Santa Maria Maddalena.


Un giudizio crollato rispetto al 2019 e al 2018 quando la struttura ospedaliera volterrana, in questa voce, aveva valori tra i migliori centri della Toscana.

Giudizio positivo, invece, per la “percentuale di dimessi con permanenza in pronto soccorso entro le 6 ore”. In questo caso la valutazione riguarda i pazienti che non hanno bisogno di ricovero, ma solo di cure al pronto soccorso. E il report della Scuola superiore Sant’Anna riporta valutazioni incoraggianti.

Dall’Asl Toscana Nord Ovest sottolineano che tra i giudizi riportati nel report «è andata bene per la percentuale di abbandoni in pronto soccorso. Bene i ricoveri da pronto soccorso in chirurgia (3,75), i re-ingressi in pronto soccorso e l’indice di performance di degenza media per i ricoveri chirurgici e medici».

Dall’Azienda sanitaria, però, ribadiscono che «i risultati del 2020 sono da leggere in ottica Covid, sia in positivo che in negativo, in quanto i miglioramenti o i peggioramenti sono spesso da ricondurre al contesto della pandemia». Secondo la direttrice Maria Letizia Casani, «la pandemia nel 2020 ha cambiato tutte le modalità di erogazione dei servizi, che indubbiamente hanno risposto bene all’emergenza Covid, ma adesso è iniziata una fase nuova in cui ci stiamo riorganizzando in maniera diversa rispetto a prima. Per alcune attività ci sono problematiche innegabili e siamo consapevoli del fatto che c’è davvero tanto lavoro da fare: penso in particolare alle liste d’attesa ambulatoriali e chirurgiche per le quali abbiamo un piano straordinario di smaltimento».

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