Malore fatale sul Monte Serra, muore noto imprenditore

Il corpo trovato nel capanno di caccia, una delle sue grandi passioni. Fissato il funerale a Cascine

BUTI. Si è spento nella solitudine di un capanno di caccia, una delle sue passioni coltivate negli anni. A due passi dai ripetitori del Serra un noto imprenditore butese, non è riuscito a chiedere aiuto dopo aver accusato un problema cardiaco. Lo hanno trovato senza vita nel manufatto costruito anni fa e dove riusciva a rilassarsi tra natura e attività venatoria. Un angolo riservato tutto per sé che alla fine è stato anche il suo ultimo momento di vita terrena.

Il dramma si è consumato verso mezzogiorno. L’assenza da casa e le chiamate senza risposta, sono stati campanelli d’allarme sufficienti per attivare i soccorsi e andare sul posto. La scoperta del corpo di Paolo Bernardini, 72 anni, ha confermato i peggiori presagi. Nonostante l’arrivo dell’automedica inviata dal 118, per l’imprenditore i tentativi di rianimazione non hanno cambiato le sorti di un destino segnato.

Uno scrupolo di indagine ha portato in zona anche i carabinieri di Buti, ma non sono stati rilevati elementi che potessero far sospettare origini diverse dal malore fatale per spiegare un decesso che nel giro di qualche ora ha raggiunto la comunità butese. E la sorpresa è diventata dolore per la figura della vittima.

Titolare con il fratello della “Bernardini Attilio & Figli” di Fornacette «un’azienda con esperienza di oltre 50 anni nella lavorazione e vendita di tranciati, impiallacciature, precomposti, bordi e rivestimenti per mobili» come si legge nel sito della ditta, Bernardini non era solo un grande lavoratore. Sposato e padre di una figlia, chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona onesta e buona. L’imprenditore era uno di quei personaggi che fanno la ricchezza non solo economica della provincia. La piccola ditta che si allarga e dà lavoro e diventa un riferimento per la comunità. Uno che aveva saputo portare avanti e ampliare, insieme al fratello, l’attività del padre diventando un nome tra i fornitori nel settore del mobile all’epoca di un distretto industriale autentico motore dell’economia locale. Lavoro e famiglia. E poi lo svago della caccia. Una valvola di sfogo per tenere lontani i pensieri e frequentare amici con la stessa passione. Ieri mattina si era alzato per regalarsi qualche ore lieta prima di rientrare in famiglia. Il destino ha deciso che il suo capanno fosse l’ultimo luogo vissuto prima di andarsene.

La salma da ieri pomeriggio è esposta alle onoranze funebri Magnani a Vicopisano. L’ultimo saluto all’imprenditore verrà portato domani (mercoledì 20) alle 15 nella chiesa di Cascine di Buti.

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