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Muore schiacciato da un escavatore, la moglie arriva in azienda: "Avevamo tanti progetti"

La moglie e il cognato con un carabiniere nel piazzale dell'azienda e la vittima

Santa Croce. La signora Luisella trova il conforto dei parenti per reggere l’urto della tragedia: «Un padre e un marito come non ne esistono»

SANTA CROCE. «Avevamo tanti progetti per il futuro. Vincenzo era una persona stupenda, il padre e il marito migliore che potesse esistere». La signora Luisella trova il conforto dei parenti per reggere l’urto di una tragedia che ieri mattina ha privato una moglie e un figlio dell’amore di un uomo che si divideva tra casa e lavoro. Sempre con il sorriso e la voglia di fare bene con i colleghi e i clienti. Luisella è la moglie del 47enne Vincenzo Garone, originario della provincia di Salerno. Una donna forte che ora deve nuove energie per andare avanti nel nome del marito e crescere da sola il figlio 17enne a cui fino all’ultimo hanno evitato la notizia della morte del papà.

«Ha fatto un incidente ed è in ospedale» era stata la prima versione. Qualche ora dopo l’infortunio la velocità del web ha costretto i familiari a raccontare la verità al ragazzino a cui il destino ha tolto il papà mentre lui era a scuola. Sorretta dal cognato Giuseppe, fratello della vittima, Luisella arriva con il cuore a pezzi nel cortile della ditta di materiali edili Se.Ma.Co. in via del Bosco. Prima della rimozione della salma le fanno vedere Vincenzo. E le lacrime bagnano un dolore indicibile. I colleghi del marito le stanno vicino. Le ricordano quanto fosse disponibile con tutti. È un contributo alla memoria che in parte lenisce lo strazio di una perdita che segna una famiglia per sempre. «Sulla dinamica mi hanno detto poco o niente – spiega al Tirreno la moglie di Vincenzo –. Ci sono le indagini dei carabinieri e dell’Asl. Da quello che so pare sia rimasto schiacciato tra l’escavatore che stava guidando e un pilone, ma non sappiamo bene come sia successo. Forse le telecamere potranno essere utili». La vedova Garone parla nella casa di Santa Maria a Monte e al suo fianco c’è il figlio. Vincenzo lavorava da otto mesi alla Se.Ma.Co. dopo essere stato alle dipendenze della “Fratelli Bachini” di Ponticelli. Ieri mattina prima di uscire il saluto alla moglie. L’ultimo contatto inconsapevole di quello che lo stava aspettando. «Vado, ma odio lavorare il sabato» sono state le ultime parole a Luisella. È salito in auto, ha raggiunto il magazzino in via del Bosco e poco prima delle 11 è morto.


«Vincenzo era la persona migliore che uno potesse desiderare – è il ricordo in lacrime della moglie –. Un padre, un marito, un amico, un fratello, un grande lavoratore. Scrivetelo». La sindaca di Santa Maria a Monte, Ilaria Parrella esprime le condoglianze alla famiglia e aggiunge: «È inaccettabile che ancora oggi si continui ad avere morti sul lavoro. L’impegno per la sicurezza sui luoghi di lavoro deve diventare un obiettivo di tutti, a tutti i livelli. Servono risposte chiare da parte delle istituzioni e servono subito».




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