Green pass obbligatorio, negozio chiuso per protesta: "Vogliamo libertà di scelta"

Il negozio di abbigliamento Federicab a Ponsacco

“Federicab” di Ponsacco abbassa le serrande nel giorno dell’obbligo del certificato verde per i lavoratori. La titolare: "Non sono no-vax, ma non è giusto favorire le discriminazioni"

PONSACCO. «Questa attività sostiene la libertà di scelta». Con questo cartello pubblicato su Facebook, la titolare del negozio di abbigliamento a Ponsacco, Federicab, ha annunciato una presa di posizione abbastanza clamorosa, la chiusura nella giornata di venerdì 15 ottobre in coincidenza con l’obbligo del Green pass per i lavoratori. Una decisione forte che Federica Batini ha affiancato al digiuno, assicurando di essere stata «collegata con meditazioni e preghiera con migliaia di persone nel mondo». Scelta radicale contro un sistema che ritiene «complicato in un periodo in cui, invece, dovremmo essere più liberi, viste le difficoltà create dalla pandemia». Ma in tutto questo ribadisce di essere «contro il Green pass, non contro il vaccino».

Anzi, dice, «i miei ragazzi sono tutti vaccinati e rispettiamo le regole. Solo che ritengo sia ingiusto creare confusione discriminazioni. La chiusura in una giornata come il venerdì, che per noi rappresenta un incasso di alcune migliaia di euro, vuole lanciare un segnale ed è stata fatta in supporto e cole segno di solidarietà con chi combatte in varie parti d’Italia e del mondo contro questa ingiustizia dell’obbligo del Green pass».


Nei giorni scorsi, Federicab è stata al centro di polemiche più o meno esplicite a Ponsacco. Domenica, per la fiera di San Costanzo, ha organizzato un evento con musica e open bar che, ovviamente, ha richiamato un sacco di gente. Girava un video sui social in cui si vedono assembramenti e persone senza mascherine. «So cosa è accaduto – ribadisce la commerciante – e non mi stupiscono le voci dei miei colleghi, visti i numerosi controlli delle forze dell’ordine che mi sono stati mandati durante il lockdown mentre mi trovavo all’interno del negozio a lavorare, ma nel pieno rispetto delle regole. Il mio gesto voleva invitare anche la comunità di Ponsacco a riflettere e, magari a unirsi. Poteva essere la discussione per aprire un confronto su questo tema così delicato. Ma così non è stato. E io, comunque, vado avanti per la mia strada perché sono fatta così».

Interpellato sul caso, il responsabile dell’area vasta di Confcommercio, Alessandro Simonelli, fa due distinguo: «Sull’evento organizzato in occasione della fiera di San Costanzo, credo che ci sia stata una disattenzione. Forse Federica non sapeva che servissero autorizzazioni e che questo genere di iniziative, in un periodo come quello attuale, non si possono fare. Sul contesto generale dell’obbligo di presentare il Green pass, ritengo che lo Stato si dovrebbe prendere qualche responsabilità in più, invece di scaricarle su cittadini e imprenditori. Alle associazioni come la nostra spetta il compito di informare i nostri associati e di rispettare le regole. Di più non possiamo fare. Ma credo che attorno alla questione dei certificati verdi ci sia troppa confusione che, sicuramente, non fa bene a nessuno».