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Piaggio, da gennaio 342 nuovi contratti a termine. Ma i sindacati si dividono sui criteri per le assunzioni

Il presidente di Piaggio, Roberto Colaninno, in un'edizione del passato dell'Eicma

Pontedera. Il presidente Colaninno conferma le buone prospettive per il 2022, ma ci sono alcune criticità. Ecco quali

PONTEDERA. Buone e cattive notizie dall’incontro tra Piaggio e sindacati, col presidente del Gruppo, Roberto Colaninno, collegato via telefono. Ci sono le incoraggianti prospettive di lavoro per l’azienda anche nel 2022 e l’annuncio dell’ingresso già da gennaio di 342 operai con contratto a termine. E c’è anche l’apertura per stabilizzarne una quota. Ma dalla riunione è emersa anche una divisione tra i rappresentanti dei lavoratori che, di certo, pone dubbi sull’esito finale della trattativa che, nelle intenzioni dei sindacati, dovrebbe portare al maggior numero di assunzioni a tempo indeterminato possibile.


LE PREOCCUPAZIONI

Tra le note negative anche il timore per l’aumento dei costi legati a trasporti, materie prime ed energia che potrebbero mettere i bastoni tra le ruote a uno stabilimento lanciato verso un livello produttivo molto alto, in base alle prospettive di vendita per il 2022. La preoccupazione dei rappresentanti di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Uglm è palpabile, ma è confortante il fatto che l’entità degli investimenti ribaditi da Colaninno sarà superiore a quelli messi in campo nel 2021.

LA DEROGA
Il tema centrale ruota attorno alla deroga al Decreto dignità che permetterà a Piaggio di richiamare gli operai che già hanno operato nella fabbrica di Pontedera negli ultimi due anni. Personale già formato che si adatterebbe velocemente al ritmo produttivo. Per fare l’accordo, i sindacati vorrebbero ottenere garanzie sulle assunzioni a tempo indeterminato. E sarebbero due le linee per far ottenere il posto fisso: una quota di stabilizzazioni tra i contratti a termine chiamati per il picco produttivo e un’altra per sostituire chi va in pensione. Ma la trattativa non è ancora partita. Nei prossimi giorni si dovrebbe entrare nel vivo di un confronto che si annuncia molto serrato tra le parti.

I CRITERI CHE DIVIDONO
Ma è sui criteri di assunzione che si consuma la divisione tra sindacati. Per Alessandro Vella, segretario provinciale della Fim Cisl va tenuto conto di «professionalità e polivalenza». Per Samuele Nacci, segretario provinciale della Uilm Uil, «L’anzianità è un requisito fondamentale». Per Marco Comparini, segretario provinciale della Fiom Cgil, «il problema riguarda il sindacato che non riesce a proporre una posizione unica per ottenere il maggior numero di assunzioni».

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