Pontedera, festa al Lotti per la pensionata Susanna infermiera storica della Medicina 2

Il primario Andreini: «È stata la memoria e il fulcro di tutte le nostre attività. Punto di riferimento anche per i medici»

PONTEDERA. Arriva il tempo per ogni cosa, istruiscono i grandi pensatori. Ma anche chi gran pensatore non è, se ne rende conto.

Così anche per Susanna Giovannini, ieri, è scoccato il tempo della pensione. Meritata. Dopo 40 anni di infermiera in ospedale tira il freno a mano e si mette a riposo. Festeggiata dai colleghi del reparto di Medicina 2 dell’ospedale Lotti di Pontedera ieri mattina nel suo ultimo turno di lavoro. Emozione, pacche sulle spalle, lacrimucce sul volto. Nella festeggiata e in tutti gli altri del gruppo. In Medicina 2 Susanna ha prestato servizio dal 2003. In precedenza era stata infermiera, sempre in Medicina, all’ospedale di San Miniato: 23 anni. Lei ne ha 58, che porta con notevole classe.



Dunque, siamo arrivati al meritato riposo… «Dopo 40 anni di carriera ci sono arrivata anche io. E mi ha emozionato parecchio, anzi, moltissimo, la festa che i colleghi mi hanno voluto fare l’ultimo giorno di lavoro. Li ringrazio, ne sono entusiasta. Ora anche Il Tirreno che mi intervista. Tutte cose mai successe prima. Mi fate sentire una star. Ed è troppo».

Susanna Giovannini è davvero l’infermiera storica della Medicina del Lotti. Lo dice anche il responsabile del reparto, il dottor Andreini: «Un riposo meritato e guadagnato sul campo – afferma Roberto Andreini, direttore della Medicina dell’ospedale pontederese –. Susanna è stata per molto tempo l’infermiera “giornaliera” della Medicina 2 e ha rappresentato davvero la “memoria storica” e il fulcro delle attività dell’intero reparto. Un punto di riferimento per tutti gli infermieri e i medici che nel tempo hanno lavorato nel nostro reparto».

E nella festa di commiato dal lavoro Andreini continua: «Un saluto e un grazie da parte di tutti noi e dalla direzione ospedaliera con un augurio sincero perché questa seconda parte della vita sia piena di soddisfazioni per la nostra Susanna».

Già, giusto: cosa farà ora la ormai ex infermiera di Medicina 2?

«Di sicuro tutte quelle cose che la dedizione al lavoro non mi ha permesso di fare. E sono davvero tante. Prima di tutto non tralascerò la mia grande passione per il giardinaggio. E poi i viaggi. Vorrei andare in Kenya per un safari».

Con il fucile o con la macchina fotografica?

«Giammai con il fucile. Sono animalista convinta e per poco non sono vegana. Sarà perché mi piace troppo gustare una bella bistecca…».

In Kenya ovviamente con Luca, diventato marito 10 anni fa.

«Anche Luca rappresenta una gran bella soddisfazione».

Ma anche sul lavoro non sono mancate le gioie, immaginiamo.

«In effetti sono state molte, anche se devo dire che non ho ricevuto sicuramente tutto ciò che meritavo».

La sanità è un settore complesso.

«E lo è diventato sempre di più con il passare del tempo. Lo si è potuto constatare anche con questa pandemia…».

A proposito: lei è vaccinata?

«Certo che lo sono. Anzi, lunedì prossimo sono prenotata per la terza dose».

Un fatto, di questi 40 anni di lavoro, che ricorda con maggiore soddisfazione.

«Senza dubbio quando con i colleghi organizzammo una cerimonia di nozze in reparto per una paziente. Ritrovai anche gli addobbi del mio matrimonio e addobbammo la cameretta che non sembrava di essere all’ospedale. Un gran bel giorno di gioia, ma il successivo le condizioni della paziente si aggravarono e ci ha lasciato. Aveva 30 anni».

Nel racconto di questa situazione c’è tutta la complessità di essere infermiera nel reparto di Medicina, dove Susanna ha saputo sempre distinguersi. E l’affetto a lei tributato lo dimostra.

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