Si sente male al lavoro e si accascia a terra: muore a 56 anni

La tragedia in un'azienda di Ponte a Egola: a dare l'allarme un collega. L'uomo era molto conosciuto anche per il suo passato nel calcio amatoriale

SAN MINIATO. L’allarme è scattato quando uno dei colleghi di lavoro l’ha trovato riverso a terra, sul pavimento. Apparentemente svenuto, ma purtroppo Giuseppe Dimare , 56 anni, ha avuto un malore che non gli ha dato scampo.

Probabilmente è stato un infarto a uccidere l’uomo che stava lavorando alla Bieffe srl, l’azienda di via Martin Luther King a Ponte a Egola dove da anni prestava servizio. Anche se sarà soltanto l’eventuale autopsia a potere dire con certezza di cosa si sia trattato. Sul posto sono arrivati due mezzi: un’automedica da San Miniato e un’ambulanza della Misericordia da Fucecchio. Il medico a bordo della prima ha fatto un tentativo disperato di salvare la vita all’uomo. Un lungo massaggio cardiaco, ancora in corso quando sono arrivati i volontari della Misericordia fucecchiese. Niente da fare, è stato impossibile rianimare Dimare. Sgomento tra i colleghi che lo hanno trovato lì, esanime. Una cosa incredibile a vedersi per chiunque lo conoscesse.

A 56 anni Dimare era un uomo che non aveva mai smesso di amare la vita e viverla con passione e allegria. Negli anni giovanili aveva giocato nell’ex Campagnola, la squadra della sua frazione. Perché lui era sì di San Miniato, ma soprattutto era della frazione di Stibbio dove lo conoscevano tutti. Difficile che qualcuno lo chiamasse Giuseppe. Per tutti era “Beppe” o “Peppe”, anche se un soprannome più di altri restituisce il suo spirito. “Benjamin Beppe” lo chiamavano gli amici del calcio, in omaggio a quel Benjamin Button del libro di Francis Scott Fitzgerald che mentre invecchiava ringiovaniva. Un grande smarrimento per chi lo ha amato sapere che la sua immensa vitalità è stata stroncata così.

L.R.D.

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