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È boom di sfratti a Pontedera, il Comune cerca case e offre ai proprietari 4.500 euro di bonus

Ne viene eseguito in media uno ogni 60 ore. Ulteriore probabile impennata a dicembre, l’ente corre ai ripari

PONTEDERA. Famiglie a rischio sfratto. Che non ce la fanno a pagare l’affitto. A Pontedera, solo nel mese di ottobre, se ne contano 12. Una bomba pronta ad esplodere, la lunga scia della crisi Covid che comincia a produrre i primi drammatici effetti. Un dato che diventa ancora più preoccupante se si confronta con quello dell’intero 2019, dove gli sfratti erano stati in totale nei 12 mesi, solo 16. «Durante la pandemia c’è stato il blocco degli sfratti. Ora la misura sta scomparendo e gli sfratti stanno ripartendo per chi ha morosità maturate fino a marzo 2020. Si tratta di chi era in difficoltà prima della pandemia, con una situazione che ovviamente è peggiorata con la crisi economica». Sonia Luca, assessora alle politiche abitative di Palazzo Stefanelli fa il punto su numeri allarmanti che parlano di nuove povertà. Che nascondono storie di disoccupazione e precarizzazione, di vulnerabilità, che si traducono in una chiara difficoltà a pagare l’affitto.

Non solo quindi ad ottobre una famiglia ogni tre giorni dovrà lasciare la propria abitazione ma le previsioni sono tutt’altro che rosee. A dicembre si conteranno le esecuzioni stabilite fino a febbraio 2021. Un’onda anomala che si gonfia in silenzio e che rischia di inghiottire ogni zona. E Pontedera, dove i dati sono in linea con la media nazionale, non fa davvero eccezione. Una condizione che insomma è destinata progressivamente a peggiorare. «Garantire una casa ai giovani, agli anziani e alle famiglie, riqualificare e rendere più accessibile la nostra città, utilizzare e rigenerare spazi già costruiti e concepire l’abitare anche come uno stare insieme sono necessari per costruire una società giusta e un futuro comune. Le amministrazioni – continua Luca – sono chiamate per prime a rispondere a queste necessità». E quella pontederese vuol essere in prima linea, predisponendo un piano d’azione che corre su due binari paralleli. «Oltre all’aspetto delle case popolari che continuiamo a seguire – spiega – come Comune abbiamo preso in affitto da Apes, gestore degli alloggi popolari, sette appartamenti in via Martin Luther King e, sulla base di un progetto condiviso con i servizi sociali, abbiamo individuato altrettanti nuclei da inserire in quelle strutture».


Sono donne o uomini soli con bambini, persone anziane autosufficienti o individui colpiti da temporanee difficoltà. Un’emergenza casa che bussa alla porta di sempre più cittadini. Ed ecco allora la seconda mossa. Il Comune ha pubblicato l’avviso per la manifestazione di interesse alla locazione di alloggi sfitti accompagnata da una tantum a carico dell’amministrazione. Che vuol dire che i proprietari di appartamenti per il momento vuoti, che manifesteranno interesse appunto, potranno beneficiare, oltre all’affitto che gli sarà corrisposto normalmente dal futuro inquilino, di 3mila euro come contributo per eventuali ritardi o mancati pagamenti e di 1.500 euro come anticipo cauzionale da trattenere in caso di danni derivanti dalla condizione dell’alloggio. Il termine per presentare la domanda scade il 25 ottobre alle 13. Ma c’è di più. «Chi volesse, potrebbe mettere in vendita l’immobile. A quel punto – conclude l’assessora – l’amministrazione potrebbe fare da tramite e trasmettere l’informazione alla Regione che stilerà un elenco e riconoscerà, in base a specifiche tabelle, un valore di mercato per ogni metro quadro».

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