La rotatoria di Montacchiello è l'ultimo terreno di scontro tra Pisa e Cascina

Il vicesindaco Masi non ha gradito gli attacchi: «Non lascerò che siano penalizzati i cascinesi: ci vuole pari dignità»

CASCINA. L’arte del compromesso, secondo alcuni la definizione più propria di politica, si deve essere persa da qualche parte all’incrocio tra Montacchiello e via Titignano. Code anche lunghissime lungo la Statale 206 la cui soluzione passa da un’intesa tra i comuni di Cascina e Pisa che al momento non c’è. E si allontana, considerato che gli ultimi interventi della maggioranza pisana in consiglio comunale e dell’assessore ai Lavori Pubblici Raffaele Latrofa non sono stati molto apprezzati lato Cascina.

I due comuni da mesi si rimpallano documenti sul progetto esecutivo più adeguato per realizzare la desiderata rotatoria. Desiderata più da Pisa, c’è da dire, che in quella zona vive sulla sua pelle (quella dei cittadini, poi) il problema dell’esplosione del traffico. Al momento la differenza sta tutta in una cifra: 700mila euro.


Il primo progetto (della Pisa-mo per conto del Comune) fu bocciato, almeno in parte, dal Genio Civile perché un pezzo della rotatoria avrebbe interferito con il ponte esistente sul fosso di via Titignano. Un progetto che sarebbe andato bene, sulla carta, a entrambe le amministrazioni. Anche se Cascina, per bocca del vicesindaco Cristiano Masi, la definì «penalizzante per il traffico di via Titignano».

Nel marzo scorso una nuova convocazione della conferenza dei servizi da parte del Comune di Pisa. Nel progetto rivisto viene deciso lo spostamento dell’incrocio verso nord. Ma c’è un problema: con il nuovo progetto è impossibile immettersi in via Titignano provenendo da Pisa

«Nella soluzione che fu proposta si accennava a un braccetto di collegamento tra la rotatoria e via di Titignano. Non c’era però nessuna valutazione sul come realizzarla, solo il progetto per renderla possibile. In pratica avrebbe dovuto farla Cascina, senza nessuna garanzia», spiega Masi.

Pisa allora propone un nuovo progetto, i cui costi lievitano rispetto al precedente. Si va da un milione a un milione e settecentomila euro. Viene confermato lo spostamento verso nord dell’incrocio e si realizzerebbe il braccetto insieme alla rotatoria. Ovviamente ci sono terreni da espropriare e quelli stanno su Cascina. Insomma, i costi in più dovrebbe pagarli Cascina. Che non ci sta.

Ad aprile la giunta Betti diede pareere favorevole al progetto ma al primo punto del parere scrisse: “Il comune di Cascina sia tenuto indenne da tutte le spese necessarie per la realizzazione del raccordo”.

«Io non ho intenzione per fare la rotatoria che serve l’area di Montacchiello di penalizzare tutti quelli che vanno a Cascina», afferma Masi. «Al secondo progetto ci siamo opposti, ma al primo no. Siamo disposti a dialogare, ma restiamo attoniti quando sentiamo le dichiarazioni di consiglieri di maggioranza che dicono che l’amministrazione comunale di Cascina non ha a cuore i suoi cittadini. Ecco, loro guardino per Pisa e noi per Cascina. La richiesta che facciamo noi va nella direzione opposta: i cittadini di Cascina non devono essere penalizzati dalla rotatorio che serve a Pisa. Serve pari dignità».