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Un centro medico unico per 13mila cittadini con 9 professionisti. Ecco i servizi e quando aprirà

L'ijmmobile che ospiterà il poliambulatorio in piazza Martiri della libertà a Pontedera

Pontedera. I dottori di famiglia si riuniscono nell’ex Accademia musicale. Spazio anche agli specialisti, in arrivo l’infermiere

PONTEDERA. Territorio, comunità, vicinanza, equità. Non sono solo parole ma principi e valori a cui si ispirano le linee guida di un progetto innovativo. Che mette al centro le persone, con i loro bisogni e le malattie. Con i piccoli e grandi problemi di salute. Aprirà a fine novembre il maxi-centro di medicina generale che accoglierà nove medici di base. Dottori che insieme curano ben 13mila pontederesi. Dove prima c’era la scuola di musica, in piazza Martiri della libertà, prenderà il via un poliambulatorio con i medici che lavoreranno in forma associativa e offriranno le loro prestazioni a metà degli abitanti della città della Vespa.

«L’idea è nata dalla consapevolezza che l’unione fa la forza». Non ha dubbi il dottor Alessio Lambardi, referente dell’iniziativa insieme a Giorgio Ciampalini. «Più professionisti, legati da obiettivi comuni possono offrire all’utenza maggiori servizi».


Al momento questi nove medici sono divisi e hanno ambulatori in luoghi diversi del comune. Ciascuno di loro ha in carico dai 1.300 ai 1.500 pazienti. Da una parte, c’è lo studio, sempre sul Piazzone, di Giorgio Ciampalini, Rossano Caglieri, Simona Ponzone, Gloria Vanni e Chiara Lelli. Dall’altra Lambardi, Cristina Novi, Fabio Saverino e Nicola Tavella visitano in un altro ambiente. Due realtà cittadine che hanno deciso di incontrarsi e condividere un nuovo destino. Così, se la prestazione medica classica resta individuale e ogni camice bianco continuerà a ricevere i propri mutuati, la sede, le strutture, il personale, le attrezzature e l’organizzazione verranno messe in comune. «Avremo due segretarie – entra nel merito Lambardi – che garantiranno la loro presenza la mattina e il pomeriggio. Sarà tutto digitalizzato e ogni medico potrà dare una mano all’altro».

Una soluzione per snellire la sanità. Un’opportunità per i cittadini che potranno contare su una copertura oraria maggiore e su prestazioni a due passi da casa. «L’obiettivo è quello di inserire nel nostro organico anche un infermiere che potrà dedicarsi alle piccole medicazioni, alle suture, agli interventi che, per gravità non richiedono il pronto soccorso, ma che dovrebbero essere trattati in maniera piuttosto tempestiva».

L’ottica è quella della prevenzione e dell’attenzione. «Il poliambulatorio nascerà a piano terra, contro ogni barriera architettonica o disagio per raggiungerci». Addio allora alle scale, alle lunghe code e ad appuntamenti che slittano. «Stiamo pensando poi anche alle attività di fisioterapia. Mentre è certo che al centro saranno presenti altri specialisti». Dall’urologo al ginecologo. Dallo psicologo al podologo. «E ci saranno giornate dedicate all’ipertensione, al colesterolo e ad altre tematiche importanti per il benessere». Ma non solo. La gestione della struttura sarà superdettagliata. «Ogni dottore – continua – avrà un suo ruolo e sarà referente di una funzione. Ci sarà il responsabile della sicurezza, della formazione, dell’aggiornamento». E il futuro potrebbe nascondere anche la creazione di una cooperativa. Lontani dalla corsa al maggior numero di mutuati del film “Il medico della mutua” con Alberto Sordi, i dottori associati puntano alla qualità e all’etica. «Lavoriamo per la salute di tutti», conclude Lambardi.

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