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Piaggio torna ad assumere e investe 100 milioni per il 2022

Una linea di montaggio della Vespa all'interno dello stabilimento Piaggio di Pontedera

Ma per il prossimo anno si prevedono difficoltà per l’aumento di materie prime, trasporti ed energia 

PONTEDERA. Il momento è storico: la Piaggio torna ad assumere dopo anni di stop su questo versante. Un evento di cui si parla da tempo, ma che è diventata ufficiale dopo la riunione di ieri tra i segretari provinciali di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Uglm insieme al presidente del Gruppo Roberto Colaninno, al responsabile di sviluppo e innovazione Michele Colaninno e ai top manager dell’azienda di Pontedera.

TRA LE RIGHE


La notizia va letta fra le righe di un comunicato congiunto firmato dalle quattro sigle sindacali: «Per rispondere alla domanda dei mercati, ci saranno un importante numero di assunzioni con contratti a termine a partire dall’inizio del nuovo anno e la volontà di assecondare le richieste delle organizzazioni sindacali di attingere in primo luogo fra i lavoratori che hanno prestato la loro opera in azienda nel 2021. Su questo tema Fim, Fiom, Uilm e Uglm avvieranno con l’azienda un confronto già nei prossimi giorni per definire un accordo che consenta di non disperdere le professionalità delle persone e, contestualmente, preveda un percorso di stabilizzazione di una parte di contratti a termine».

LA TRATTATIVA


Ecco, quest’ultimo passaggio è la chiave per leggere le intenzioni dell’azienda ad assumere con contratti a tempo indeterminato chi, in questo periodo, è un precario a tutti gli effetti. Ma tutto questo sarà oggetto di trattativa e i numeri sono ancora difficilmente ipotizzabili, anche se dall’incontro, in vista del 2022, è emersa la necessità di Piaggio di avvalersi di un numero di contratti a termine non inferiore a quello di quest’anno (circa 400).

PROBLEMI FUTURI

Proprio l’anno prossimo è stato al centro di una riflessione approfondita da parte di Roberto Colaninno che ha confermato investimenti pari a 100 milioni di euro, in crescita rispetto al 2021, tra prodotti, macchinari e infrastrutture. Ma ha anche parlato di difficoltà in vista. «Ci sono importanti elementi di preoccupazione da tenere in considerazione – scrivono i sindacati –. In particolare gli aumenti dei prezzi delle materie prime, dell’energia e dei trasporti con importanti impatti sui costi e la possibile mancanza di componenti elettrici».

ACCORDO DI PROSSIMITA'

Un altro elemento del confronto tra management e rappresentanti dei lavoratori è stato la parola “flessibilità” di cui si dovrà tenere conto per fare fronte ai problemi che si presenteranno sui mercati. Ma c’è anche la definizione “accordo di prossimità” che altro non è che la deroga al decreto Dignità che i sindacati concedono all’azienda per superare i vincoli rispetto ai quali sarebbe obbligata ad assumere i contrattisti che hanno già effettuato numerosi rinnovi, finendo per non richiamarli.

APPELLO AGLI OPERAI


Per Fim, Fiom, Uilm e Uglm «questo è un importante momento per favorire anche il ricambio generazionale e il mix di competenze in azienda, tenuto conto delle sfide derivanti dalla transizione ecologica da motore termico verso il motore elettrico. Tema sul quale l’azienda ha avviato importanti progetti di investimenti». Ma i sindacalisti lanciano anche un appello agli operai a «diffidare di chi strumentalmente mette in atto azioni di vero e proprio boicottaggio per scardinare le corrette relazioni sindacali». E ancora: «La sfida è alta e ci vede tutti quanti coinvolti lavoratori e organizzazioni sindacali. Pontedera dovrà migliorare la competitività e la produttività in linea con le sfide del mercato, consapevoli che le lavoratrici e i lavoratori sono la vera forza pulsante dell’azienda».

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