Rischio carte bollate dopo la sospensione del dottor Fidanzi per il vaccino

Disguido sui vaccini, il medico a casa da 20 giorni. Lettera dei legali all’Asl: «Quel provvedimento è illegittimo»

VOLTERRA. Tutto doveva essere risolto nel giro di pochi giorni. Invece, il medico di famiglia di Volterra Paolo Fidanzi non è ancora stato reintegrato dall’Asl Toscana Nord Ovest. La mancata vaccinazione anti-Covid è il motivo della sospensione dal lavoro, ma in questa vicenda ci sono anche errori da una parte e dall’altra e, soprattutto, c’è una lettera inviata dai legali del dottore all’Azienda sanitaria in cui si afferma che la sospensione è illegittima. «Attendo una risposta a breve – dice Fidanzi –. Se non arriverà o il responso sarà negativo intraprenderò una battaglia legale».

Tutto nasce da varie comunicazioni inviate al medico via posta elettronica certificata in cui gli si chiedeva di vaccinarsi. Lui non ha letto le email e si è arrivati al 6 settembre con l’ultimatum, comunicato anche dall’Ordine dei medici. «A quel punto il giorno dopo mi sono subito vaccinato, inviando copia della documentazione all’Asl che, però, nessuno ha letto», afferma Fidanzi. Poi c’è stata una comunicazione della Regione in cui si affermava che il personale sanitario doveva aver ricevuto anche la seconda dose per poter continuare a lavorare. «Ma io ero paziente Covid – dice ancora Paolo Fidanzi –. Si parlava che, per i casi come il mio, bastava una sola dose».


Fatto sta che il dottore viene sospeso. Parla con i vertici di Asl e Società della salute e chiede che il disguido sia risolto in pochi giorni. Sembra che la situazione possa trovare un rimedio, ma niente. A circa 20 giorni di distanza è ancora senza permesso di riprendere l’attività lavorativa. «Ho il Green pass per la prima dose e il 5 ottobre farò la seconda – sottolinea Fidanzi –. A quel punto, dopo pochi giorni dovrei rientrare senza problemi. Ma non è questo il punto. La rivendicazione che hanno esposto i legali sta nel fatto che, secondo noi, sarebbe bastata la prenotazione della prima dose per evitare la sospensione. In questa maniera, invece, è stato creato un danno a me, ma soprattutto ai miei oltre mille pazienti che sono stati costretti a rivolgersi agli altri medici di famiglia già in servizio a Volterra, considerato che non hanno disposto la mia sostituzione. Ed è per questo che sono intenzionato a proseguire questa battaglia legale se non sarò reintegrato nelle prossime ore. Sono stato fatto passare per un medico no-vax, quando invece sono fermamente convinto che l’unica soluzione contro il coronavirus sia quella di vaccinarsi. Sono abilitato alla vaccinazione, oltretutto. Semplicemente, visto che ero stato contagiato e con conseguenze non da poco, aspettavo a prendere il vaccino, visto che avevo gli anticorpi alti. Ma per questo e per alcune disattenzioni mie e delle mie controparti siamo arrivati a questo punto».

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