Contenuto riservato agli abbonati

Grave artigiano ustionato nell'incendio alla tappezzeria, un testimone: «L'ho visto uscire da solo, ha respirato tanto fumo»

Un vigile del fuoco nella tappezzeria (foto Franco Silvi)

Terricciola. Il 47enne titolare della tappezzeria Doveri è ricoverato in terapia intensiva. Il rogo distrugge anche il magazzino

TERRICCIOLA. Lo scheletro verticale di quello che resta in cemento, mattoni e ferri contorti sovrasta le macerie accumulate sul pavimento in un disordine non voluto. Un’immagine che ricorda un bombardamento e che racconta un disastro. Con un lieto fine. Chi era in quell’ambiente è ancora vivo. A guardare gli interni non era un epilogo scontato. La buona notizia è che Marco Doveri, 47 anni, di Selvatelle, si è salvato. L’artigiano, titolare della tappezzeria in via Volterrana, è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Cisanello. Le sue condizioni sono serie, ma non è in pericolo di vita. Ha ustioni importanti alle braccia e al torace oltre a problemi respiratori per il fumo respirato e finito nei polmoni. I medici del reparto grandi ustionati tengono sotto controllo anche il rischio di infezione delle ferite. Da ieri mattina familiari e amici vivono in attesa di conoscere l’evoluzione di un quadro clinico definito complesso.

Incendio nella tappezzeria, vigili del fuoco in azione



LA DINAMICA

Vigili del fuoco e carabinieri della stazione di Terricciola sono intervenuti per acquisire elementi utili alla ricostruzione dell’incidente sul lavoro. Da quello che è stato possibile apprendere, l’artigiano stava lavorando nel magazzino del negozio.

Potrebbe aver utilizzato della colla entrata in contatto con una fonte di calore. Di lì la combustione improvvisa che ha avvolto il 47enne dal basso verso l’alto. Una lingua di fuoco che dalle mani, la parte più colpita, si è estesa velocemente alle braccia e al torace. Il volto è stato, per fortuna, risparmiato.

I DANNI ALLE STRUTTURE

Doveri era solo al momento dell’incendio fuori controllo che si è accanito con una rapidità feroce al resto del magazzino. Una superficie di circa 300 metri quadrati in cui l’artigiano aveva sistemato zanzariere, tende da sole e altro materiale da riparare o vendere. Gran parte è andato distrutto. Ma il peggio il fuoco lo ha riservato alle strutture. La copertura e diversi pareti sono crollate. Un danno a cui pensare quando il titolare uscirà dall’ospedale.

I SOCCORSI

Doveri è uscito con le sue gambe dal laboratorio. Si è affacciato sulla strada e i primi passanti lo hanno visto con le braccia scorticate. Il 118 ha inviato sul posto l’ambulanza della Misericordia di Terricciola. Dopo averlo stabilizzato e adagiato sulla lettiga, i volontari lo hanno trasferito a Cisanello.

Nel frattempo i vigili del fuoco arrivati da Cascina e Castelfranco di Sotto e con un’autobotte da Pisa si son o preoccupati di domare le fiamme e mettere in sicurezza lo stabile collegato al resto degli edifici lungo la Volterrana.

La strada è rimasta chiusa per consentire ai vigili di svolgere le operazioni con i giusti tempi.

I primi soccorsi: «L’ho visto uscire da solo mi è sembrato subito messo male»

«L’ho visto uscire da solo dal negozio. Mi è sembrato subito messo male».

Lorenzo Baldini Orlandini è stato uno dei primi soccorritori di Marco Doveri quando ieri poco dopo le 10 la via Volterrana è diventata un luogo di paura e timori per le sorti del 47enne.

L’incendio nel magazzino della ditta dell’artigiano, conosciuto in paese per la sua dedizione al lavoro e la disponibilità verso il prossimo, ha bloccato fino alla tarda mattinata il transito in un ampio tratto prima e dopo il punto dell’intervento dei vigili del fuoco e dell’équipe sanitaria del 118 in soccorso dell’artigiano.

«Non ero solo quando sono arrivato nei pressi del negozio - prosegue Baldini Orlandini -. C’erano altre persone. Mi ha fatto impressione vedere le mani spellate e anche le braccia non erano messe bene, così come il torace. Il viso, invece, sembrava a posto, non toccato dal fuoco».

Doveri è uscito sulle sue gambe e si è sistemato su una sedia all’esterno.

«Parlava, era cosciente e non è mai svenuto - va avanti il soccorritore -. Ho cercato un panno per fargli vento. Non sapevo se usando l’acqua avrei fatto bene o male. Ripeto, mani e braccia erano davvero conciate male. E credo che un altro problemi serio sia quello del fumo respirato. Eravamo in quattro, cinque intorno a lui in attesa dell’ambulanza. La situazione era molto seria».

© RIPRODUZIONE RISERVATA