Addio al campione Romano Fogli: «Il paese di Santa Maria a Monte senza Romano non sarà più lo stesso»

 La sindaca: «Lo ricorderemo come merita». L’ipotesi di intitolargli la piazza dello stadio

«Nonno ha sempre messo al primo posto la famiglia e gli amici, sarebbe felice di vedere tanto affetto intorno a lui». Ha gli occhi lucidi Gregorio, il più giovane dei nipoti di Romano Fogli, mentre parla dall’altare a chiusura del funerale del grande campione di calcio e allenatore di lungo corso. Un addio commosso dalla “sua” Santa Maria a Monte che, malgrado i tanti successi nel mondo del pallone, non ha mani abbandonato.

E proprio nel paese si apre ora la discussione su come ricordarlo nella maniera migliore.



«La speranza che portava in mezzo ai giovani è la stessa del vangelo». Queste le parole che don Tommaso Botti ha fatto riecheggiare nella Collegiata in ricordo di Fogli, la chiesa di San Giovanni Evangelista, nel cuore del centro storico del borgo.

«A nome di tutta la comunità parrocchiale – ha detto il parroco don Bruno Meini – sono a fare le mie condoglianze alla moglie Cecilia e ai figli Mirko e Massimiliano. Parole di conforto che sono stato chiamato a portare anche a nome del cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna. Romano è stato stella del calcio nazionale e vanto di Santa Maria a Monte».

Sul feretro, con la maglia storica del Bologna e quella attuale della squadra rossoblù oltre a quella del Torino di un tempo. A salutarlo gli amici di una vita, i tantissimi compaesani che a lui erano affezionati e anche alcune rappresentanze in veste ufficiale delle squadre in cui Fogli ha militato. Ed è stata “speranza”, la parola più ripetuta durante la celebrazione, legata a quell’umile mettersi a disposizione di tanti ragazzi che Romano Fogli aveva dimostrato negli anni. «La speranza che egli viveva stando accanto a tanti giovani – ha detto don Botti – è una speranza evangelica. In loro leggeva la speranza. Non tutti saranno diventati campioni, ma ha aiutato tutti a essere uomini del nostro tempo. Ognuno di noi non è perfetto, ma il modo umile in cui stava coi ragazzi è segno di questa speranza di cui parla anche il Vangelo».

Dopo le esequie, il feretro è stato portato a Pisa dove, come da sue volontà, l’ex calciatore sarà cremato.

Tutto questo mentre si apre adesso la discussione di come, pubblicamente, possa essere ricordata e celebrata una figura così importante per il paese. E c’è già chi azzarda qualche ipotesi, facendo notare come il grande piazzale di fronte allo stadio “Di Lupo” a Ponticelli non abbia ancora un nome. Un’altra proposta, invece, viene dal repubblicano Albero Fausto Vanni: «Gli si dedichi il tratto di strada dove viveva, oggi intitolato a San Sebastiano».

Dal Comune non fanno proposte, anche se la sindaca Ilaria Parrella assicura: «Servirà una riflessione e la faremo, non è facile trovare il modo giusto per ricordare una figura come quella. di Romano Fogli Santa Maria a Monte non sarà più la stessa senza di lui. Commemorarlo in relazione alla sua grande passione e professione, lo sport, è doveroso».

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