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L’ecomostro acquisito all’asta dalla Cemes diventerà la nuova scuola Curtatone

L’ecomostro di viale Europa a Pontedera destinato a diventare una nuova scuola

L’impresa pisana lo ristrutturerà, poi sarà il Comune a comprarlo per metterlo a disposizione degli studenti

PONTEDERA. Per la città era una ferita nel fianco che non smetteva di sanguinare. Perché era impossibile non notarlo così com’era, incompiuto, in stato di abbandono, vicino al centro commerciale Coop. E perché nessuno si era mai fatto avanti per acquistarlo. Dopo anni di incuria oggi l’ecomostro, come in tanti lo hanno ribattezzato, non solo avrà una nuova occasione ma sarà il punto di svolta per una rivoluzione dell’edilizia scolastica. Il rudere, finalmente ottenuto all’asta dalla Cemes, impresa di costruzioni pisana, sarà ristrutturato e riqualificato. Così l’amministrazione comunale potrà comprarlo e metterlo a disposizione dei ragazzi che frequentano l’istituto Curtatone e Montanara. Gli alunni delle elementari Saffi e delle medie della Curtatone, che dopo l’inagibilità dell’edificio in via della Stazione vecchia stanno facendo lezione rispettivamente alla Madonna dei Braccini a La Borra e nei moduli prefabbricati di Palazzo blu, a settembre potranno iniziare il nuovo anno scolastico nei locali di quello che non sarà più uno scheletro in degrado ma 9mila metri quadrati di aule, laboratori e spazi dedicati agli studenti pontederesi che occuperanno ben tre piani. Con altri 2 sotto terra utilizzati per i parcheggi o per altre necessità.

È l’ultima tappa di un percorso travagliato che ha visto soggetti pubblici e privati confrontarsi. Che ha visto l’angoscia dei genitori, il disagio dei ragazzi, l’impegno dell’amministrazione e polemiche, dibattiti e corse contro il tempo in un’altalena di dubbi e probabili soluzioni. Da oggi però «gli avanzi di paese hanno i mesi contati. Sono la cultura e l’attenzione all’istruzione che ammazzano i mostri», dice con orgoglio il sindaco di Pontedera Matteo Franconi presentando il progetto che risolve l’emergenza Curtatone e proietta un futuro tutto da scoprire per il mondo della scuola della città della Vespa.


Ma andiamo con ordine. Era estate quando, come un fulmine a ciel sereno, esplose la notizia dell’inagibilità del complesso edilizio che ospitava i 600 alunni del centro storico, costretti a trasferirsi una parte a La Borra, un’altra in via Mattei. Poche settimane dopo il Comune pubblicò un avviso per un’indagine di mercato al fine di reperire un immobile da adibire a scuola. L'amministrazione pontederese sapeva di poter contare su un contributo straordinario di 3 milioni di euro da erogare in due anni proveniente dalla Regione Toscana. Il 6 agosto arriva poi una proposta a Palazzo Stefanelli da parte della Cemes che però mette una condizione: acquistare appunto l’ecomostro all’asta pubblica indetta proprio ieri. L’asta è andata a buon fine e la ditta pisana si è aggiudicata l’immobile per un milione e 500mila euro circa. Ed ecco le prospettive. «L’esito dell’asta – spiega Franconi – si consoliderà entro 30 giorni. Poi l’azienda di costruzioni inizierà i lavori mentre noi partiremo con un piano di approfondimento e perfezionamento tecnico e economico dell’intera operazione». Con una scadenza però inderogabile. «Dovrà essere pronto a settembre».

Ma c’è di più. Perché il restyling della struttura in viale Europa ricadrà, come un effetto domino, sugli altri edifici scolastici cittadini. Una volta trovata la sistemazione definitiva agli alunni della Curtatone, il Comune avvierà anche la riqualificazione dell’edificio in via della Stazione vecchia, chiuso per criticità sismiche e strutturali. Con un costo che si prevede intorno ai 4 milioni e mezzo di euro.

«Quando anche questo immobile sarà pronto – continua il sindaco – potrà tornare ad ospitare i suoi studenti, liberando così lo stabile in viale Europa».

Stabile che sarà a disposizione allora per le scuole della Bellaria. «L’idea è quella di far confluire lì le elementari Pascoli, l’asilo Diaz e l’asilo De Gasperi», aggiunge. Una nuova geografia, questa, che comunque prenderà vita non prima di 3 anni. Una scommessa ambiziosa e lungimirante che però risponderebbe a ogni esigenza e metterebbe la parola fine ad un periodo piuttosto burrascoso. «Si apre – conclude l’assessore Francesco Mori – un orizzonte importante dove la scuola e l’istruzione fanno da forza motrice anche per lo sviluppo urbano della città».

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