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Aggredisce gli alunni sull’autobus per vendicare la figlia ritenuta vittima di bullismo

Studenti su un autobus fermo a Pontedera

Pontedera. L’uomo intendeva punire gli autori di presunti atti di bullismo nei confronti della studentessa di prima superiore. L'autista: «Sono quindici anni che lavoro su questa linea e non mi era mai successa una cosa del genere»

PONTEDERA. «Sono ben quindici anni che lavoro su questa linea e non mi era mai successa una cosa del genere». È il commento a caldo dell'autista del pullman della compagnia Ctt che ogni giorno riporta a casa gli studenti delle scuole superiori di Pontedera. Si tratta della linea Pontedera-Montefoscoli, che passa da via delle Colline e da Palaia. Martedì scorso, intorno alle 13.10, un 44enne residente in un paese dell’Alta Valdera e padre di una studentessa di classe prima, è salito anche lui sull'autobus che si trovava parcheggiato allo stadio, sedendosi normalmente, e in silenzio, insieme alla figlia e al nipote.

Il viaggio procede regolarmente per qualche chilometro poi, ad un tratto, sono inziati a volare schiaffi, spintoni e strattonamenti tra l'uomo e alcuni studenti, tutti minorenni. Il 44enne, dalla corporatura imponente, avrebbe iniziato a malmenarli perché responsabili – secondo lui – di alcuni atti di bullismo nei confronti della figlia, verificatisi nei giorni precedenti e a causa dei quali quest'ultima sarebbe poi stata preda di attacchi di vomito e crisi di pianto, arrivando addirittura a maturare il proposito di non frequentare più la scuola. Uno dei ragazzi, per difendere i compagni dal padre letteralmente inferocito, ha anche cercato di fronteggiarlo, riportando in seguito anche lui alcune contusioni.


«Questi giovani vanno educati», avrebbe detto più volte il padre della ragazza, e lo avrebbe ripetuto anche davanti ai carabinieri, dove si è dovuto recare il giorno successivo in seguito alle tre querele presentate dai giovani coinvolti nello scontro fisico e dalle loro famiglie. Secondo la ricostruzione degli studenti che hanno assisistito, loro malgrado, all'aggressione si sarebbe trattato non di atti di bullismo bensì di goliardici e innocui scherzi, fatti, come da tradizione, alle “matricole” da parte degli studenti più grandi. Niente di pesante, dicono loro.

«Da quando siamo stati colpiti dalla pandemia – è il racconto del conducente ancora incredulo – noi autisti dobbiamo restare a distanza e non oltrepassare la catena che separa il nostro spazio da quello dei passeggeri. Nonostante questo, dopo aver sentito le voci dei ragazzi che mi chiamavano e aver messo a fuoco quando stava accadendo, arrivati alla prima fermata utile, ho raggiunto l'uomo e ho immediatamente provato a fermarlo. Ho tentato anche di farlo ragionare, spiegandogli che se si lamentava per dei comportamenti che riteneva sbagliati e violenti, lui in quel momento ne stava dando un chiaro esempio. Gli ho ripetuto più volte che quel pullman non poteva trasformarsi in una sorta di far west». Un'altra ragazza, ancora sconvolta per aver assistito alla scena, aggiunge: «Quell'uomo ha iniziato a prendere a schiaffi anche persone che non c'entravano assolutamente niente. Persino una ragazza si è presa un bel ceffone. Sono rimasta letteralmente scioccata».

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