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Cascina riabilita “Imagine” dopo l’editto di Ceccardi

Il capolavoro di John Lennon, che fu bollato come “inno comunista e marxista”,  entra ora in municipio grazie all’opera realizzata dal pittore Alberto Martini

Danilo Renzullo

cascina. “Imagine” entra in Comune e Cascina “riabilita” il capolavoro di John Lennon. Qualche anno fa venne invocata addirittura la censura. Con giudizi che oltrepassarono lo steccato della critica. Quasi a voler epurare dall'immaginario collettivo quelle parole che predicano la pace e l'uguaglianza. Un brano bollato come “inno comunista e marxista”, poco adatto a quella sorta di rivoluzione a cui Cascina stava andando incontro con l'avanzata del Carroccio e, dopo pochi mesi, con il primo governo toscano a marchio Lega.


A distanza di cinque anni dalle critiche che l'allora consigliere comunale di minoranza Susanna Ceccardi, attuale europarlamentare della Lega dopo aver guidato da sindaco la cittadina del mobile, mosse contro il Comune, allora a guida Pd, per aver organizzato un'iniziativa in occasione delle festività natalizie con centinaia di bambini che si riunirono sotto il municipio intonando appunto “Imagine”, il capolavoro musicale di Jonh Lennon entra nel palazzo comunale. Sotto forma di un ritratto, quello dell'ex componente dei Beatles, e di un testo, quello diventato negli anni un inno internazionale del pacifismo, ma con intatto il suo utopico messaggio di speranza di un mondo senza odio. In occasione del cinquantesimo anno della composizione della canzone (1971), il pittore e consigliere comunale di San Giuliano Terme Alberto Martini, figlio del partigiano Uliano Martini, ha donato al Comune di Cascina un quadro che ritrae il viso del cantautore incastonato nel testo della canzone, realizzato nel 1990 in occasione del decennale della morte di Lennon. Il quadro è stato donato al sindaco di Cascina Michelangelo Betti «sia come omaggio ai cinquant'anni di “Imagine” – commenta Martini – sia perché da queste parti negli ultimi anni “Imagine” non è stata sempre adeguatamente apprezzata. Il mio auspicio è che in ogni luogo sia riconosciuto il valore universale di questa canzone, un inno alla pace e alla libertà».

Con una breve cerimonia il primo cittadino e il vicesindaco Cristiano Masi hanno collocato il quadro accanto alla porta d'ingresso dell’ufficio del sindaco. Una sorta di “riabilitazione” del brano, contro il quale Ceccardi si scagliò anche lo scorso anno, nel pieno della campagna elettorale per le regionali, definendolo «un inno marxista, in cui si auspica un mondo senza religioni e senza proprietà privata».

Coerenza, certo, che da un'opposizione di protesta ha trasbordato la crociata contro quella canzone in una maggioranza di governo. Un revival diventato anche uno strumento di contestazione nei confronti dell'esponente leghista con in testa Bobo Rondelli, che durante un comizio a Livorno della stessa Ceccardi guidò la protesta musicale intonando quei versi che inneggiano all'amore universale.

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