Bloccato in Africa da un mese: l’Ipsia attiva le lezioni a distanza

Lo studente è in Costa d’Avorio con la famiglia di origine. Colpo di stato in Mali e burocrazia gli impediscono il ritorno

Pontedera. La prima campanella è suonata ormai da una settimana. Ma il suo banco resta vuoto. Non è a scuola perché è bloccato in Costa d’Avorio. Così l’Ipsia Pacinotti prova ad accelerare l’iter burocratico e a far tornare a casa un suo studente.

Dal Mali a Pontedera. Un viaggio di solo ritorno. Un ponte di solidarietà da costruire perché la scuola è anche vicinanza e attenzione ai problemi di ogni ragazzo. «Il nostro alunno di quinta – spiega l’insegnante di elettronica dell’Ipsia, Renato Lemmi – non può rientrare perché ha delle difficoltà per il rinnovo dei visti».


Lui, originario del Mali ma in affido a una famiglia pontederese, era andato in estate a passare le vacanze con i suoi parenti che vivono in Costa d’Avorio, al confine col Mali. «Dove ci sono problemi a causa del colpo di stato di maggio – continua Lemmi – e il ragazzo, che sarebbe dovuto ritornare il 15 agosto è rimasto in stand-by». Golpe in corso e chiusura delle ambasciate in Mali. Lo studente non ha potuto rinnovare il passaporto. «Anche se è perfettamente in regola. Ha la carta d’identità italiana – aggiunge il professore – ma non basta per poter viaggiare».

A scuola, all’Ipsia Pacinotti non lo hanno visto, al rientro. I giorni passavano e gli insegnanti si sono preoccupati. «Abbiamo contattato la famiglia che ci ha spiegato la situazione».

Una situazione di stallo per il diciottenne che dalla Costa d’Avorio ha già mandato diverse mail all’ambasciata ma ancora niente si è mosso. Tanto che vorrebbe farsi un viaggio di 300 chilometri all’andata e altrettanti a ritorno per andare direttamente alla sede dell’istituzione africana.

Un viaggio della speranza insomma. «Noi però – continua Lemmi – glielo abbiamo fortemente sconsigliato, anche per le criticità e i pericoli che ci sono in quel paese. Domani (oggi, ndr) proveremo, come istituzione scolastica, a comunicare con l’ambasciata italiana e con la Farnesina per confermare la versione del ragazzo e provare ad accorciare il meccanismo burocratico».

La scuola pontederese è in prima linea. Dalla parte dei suoi alunni: «Ci siamo sentiti sabato sera perché, per fortuna, ha la possibilità di utilizzare internet. È ovviamente un po’ preoccupato ma noi abbiamo cercato di rassicurarlo. Siamo molto dispiaciuti perché è appena diventato maggiorenne ed è stata la prima volta che ha potuto riabbracciare la mamma naturale lasciando l’Italia da solo».

Per farlo sentire davvero a casa stamani sarà a lezione insieme ai compagni. A distanza ma con loro.

Si collegherà dall’Africa. Per seguire elettronica, italiano, matematica. «Facciamo lezione in dad. Così sfruttiamo quello che abbiamo imparato durante la pandemia per qualcosa di buono», conclude il docente.



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