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Rsa, quasi 100 anziani in lista d’attesa. E non si trovano infermieri e operatori

L'inaugurazione della sala polivalente nella rsa Villa Sorriso a Pontedera

Pontedera, i posti attuali non bastano: è quanto emerso al taglio del nastro della sala polivalente collegata a Villa Sorriso. Ecco tutte le possibili soluzioni

PONTEDERA. Un grande cancello. Una piccola strada di terra battuta e ambienti accoglienti, affettivi e rispettosi. Un’attenzione al mondo dei nonni e della fragilità. È la dimensione della vecchiaia e del bisogno che va abbracciata. Del passato che ricade sul presente. È l’aspetto del prendersi cura che affronta varie realtà. E che si declina nell’inaugurazione dei nuovi locali a Villa Sorriso. Ma non solo. Tocca i progetti in fase di esecuzione di due nuove residenze sanitarie assistite sul territorio ma anche la lotta alle liste d’attesa e la ricerca spasmodica di infermieri. Perché già mesi fa erano 80 gli anziani che aspettavano di essere ospitati nelle strutture della zona. Con numeri in salita nell’ultimo periodo. E perché mancano figure socio-sanitarie e addetti all’assistenza di base da inserire. È quanto emerso ieri al taglio del nastro della sala polivalente collegata a Villa Sorriso.

LA NOVITA'

Cento metri quadrati di luce e parquet, con tanto di spogliatoi e terrazza sul tetto, progettati dagli architetti Duccio e Michelangelo Scarpetti, creati dalla ditta Scalpellini e voluti dalla Misericordia, proprietaria dell’immobile, dal Consorzio Campo del vescovo, dal Comune di Pontedera e dalla Regione Toscana. Nuovi locali per nuove idee. Che corrono su un doppio binario di interventi. «Da una parte questo ampliamento – spiega il governatore della Misericordia Renato Lemmi – sarà a disposizione degli ospiti di Villa Sorriso come palestra e come possibilità di ambulatori medici e infermieristici. Dall’altra, il prossimo obiettivo è quello di aprire gli spazi anche al quartiere». Fare rete insomma con il territorio. «Non è stato facile arrivare a questa inaugurazione – continua Lemmi – perché la pandemia e i vari lockdown hanno fatto slittare la data che invece era prevista per dicembre 2020. Ma ce l’abbiamo fatta. La struttura è costata 500mila euro. Di questi, 200mila sono i contributi che la Regione Toscana ci ha assegnato».

SUPERATE LE DIFFICOLTA'
Così dopo vari mesi di cantiere e vincoli legati alla vicina area del cimitero e alla viabilità stradale, ormai risolti, gli anziani ospiti di Villa Sorriso, che curiosi lanciano occhiate dalle finestre, si augurano di poter usufruire di questa dependance. Un annesso che comunque ha un ingresso autonomo e si affaccia su un grande giardino. Tanto verde a disposizione anche per gli incontri con le famiglie. «Durante il periodo nero del Covid – racconta Sergio Chiocchini, coordinatore di Villa Sorriso – i 35 ospiti potevano solo videochiamare i parenti. Con la bella stagione abbiamo utilizzato le vetrate. Potevano vedersi e parlare attraverso le vetrage». Oggi i familiari possono entrare nella residenza con turni appositi e se dotati di green pass. Ma i nuovi ambienti e il nuovo parco sono una boccata d’ossigeno. «Qui c’è tanto spazio per passeggiare e vedersi dal vivo», conclude Chiocchini. Un restyling che tenta di far dimenticare la solitudine e il lato oscuro della pandemia. «Questa operazione – dice il sindaco Matteo Franconi – è un segno di speranza e di attenzione. Usciamo dalla pandemia con una nuova struttura che rappresenta l’impegno delle istituzioni, degli operatori del settore e del volontariato». La missione insomma è quella, sottolinea l’assessora regionale Alessandra Nardini, «di non lasciare indietro nessuno, creando sinergie sul territorio».

I NODI
Sinergie che provano a dare risposta alle liste d’attesa nelle Rsa e nelle case di riposo. Liste di anziani che aspettano di entrare, perché soli, oppure malati oppure in condizioni di disagio. E la Società della Salute ha già approvato la costruzione di due nuove residenze. Una a Le Melorie a Ponsacco da 120 posti letto complessivi e un’altra a Santa Maria a Monte che invece potrà accogliere 80 persone. Entrambe sono operazioni proposte da privati in convenzione col sistema sanitario regionale e in collaborazione con i Comuni. L’iter rientra nella liberalizzazione data dalla Regione al sistema delle case di riposo, a patto che i privati si rapportini con gli enti pubblici e tengano presente il parere espresso dalla Società della Salute che fissa un tetto massimo di nuovi posti sul territorio, 120 per la Valdera e 40 per la Valdicecina. Fa eccezione Santa Maria a Monte perché l’area si trova a confine con la zona empolese. Così si intravede una soluzione, anche se non immediata, all’abbattimento delle attese. Ma restano altre criticità. Come l’assenza di infermieri e operatori socio-assistenziali. «Non si trovano queste figure professionali». È chiaro Renato Lemmi nel denunciare questa necessità. «A Villa Sorriso e a San Giuseppe abbiamo 7 infermieri e 40 operatori. Per il momento sono sufficienti ma le esigenze sono tante e non possiamo contare su un bacino dal quale attingere». E basta fare qualche esempio. «Se in turno devono essere sempre presenti almeno 2 infermieri, i numeri sono stretti», conclude.

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