Addio “stalloni”, in arrivo un bosco con 3mila alberi lungo la Fi-Pi-Li

Progetto di Unicoop per l’area dopo 30 anni di abbandono. Un parco didattico al posto di cemento e asfalto 

Montopoli. Dove un tempo c’erano mucche e maiali adesso arriveranno pioppi, farnie, frassini. Un piccolo bosco, sei ettari in tutto, con tanto di vasche per piante acquatiche e 3mila nuovi alberi con vista sulla Fi-Pi-Li. È il progetto che non ti aspetti: niente negozi, niente costruzioni o piani di recupero con i soliti volumi da riempire. Solo verde, solo natura, come un percorso a ritroso per restituire al pianeta un fazzoletto da terra da offrire alla collettività, con tanto di visite guidate e percorsi didattici.

È questo il futuro che Unicoop Firenze ha tracciato per i cosiddetti “stalloni”, il grande allevamento abbandonato che si incontra lungo la Fi-Pi-Li tra Casteldelbosco e la tenuta di Varramista, poco metri prima dell’autovelox di Montopoli. Un’area fatiscente, abbandonata dall’inizio degli anni ‘90, quando Coop acquistò l’intera proprietà convinta di essersi assicurata un affare. Erano gli anni in cui la Fi-Pi-Li veniva prolungata verso Pisa. E proprio in quel punto, dove ora c’è il cavalcavia di Casteldelbosco, era stata ipotizzata una delle due uscite del comune di Montopoli che avrebbero rimpiazzato quella provvisoria a ridosso di Capanne.


Quell’uscita provvisoria, però, sarebbe ben presto diventata definitiva, lasciando i vecchi “stalloni” troppo distanti dallo svincolo e senza una vera strada per arrivarci. Da qui trent’anni di abbandono, con le vecchie strutture in cemento invase da erbacce e sterpaglie, fino a quando nella primavera 2018 Unicoop iniziò a ripulire e a bonificare l’area buttando sul tavolo anche le prime idee. Scartata l’ipotesi iniziale di un punto vendita di prodotti tipici, la cooperativa ha ora deciso di riportare tutto a bosco e farne un parco.

Un progetto che sarà illustrato pubblicamente sabato, alle 18, al campo sportivo di Montopoli insieme all’amministrazione comunale. Elaborato insieme ai ricercatori di Pnat, società dell’Università di Firenze e con la collaborazione di Re Soil Foundation e Legambiente, il progetto prevede la rimozione dell’asfalto e di tutte le strutture in cemento, per poi mettere mano al ripristino del terreno e alla piantumazione di circa 3mila alberi che si aggiungeranno a quelli già presenti. Le uniche strutture che saranno risparmiate sono due vasche per le piante acquatiche e un piccolo edificio che accoglierà un’aula didattica e una torretta di otto metri che servirà come punto di osservazione. All’interno del parco, che diventerà un vero bosco nel giro di una decina anni, si snoderà un percorso ad anello dove organizzare visite guidate e percorsi didattici.

Nelle intenzioni di Unicoop, infatti, al termine dei lavori previsti per la primavera il parco passerà in proprietà al Comune di Montopoli. Alla realizzazione del progetto contribuiranno gli stessi soci Coop: alle casse dei punti vendita e sulla piattaforma on line Eppela ognuno potrà dare il proprio contributo per il bosco di Montopoli, con una campagna che coinvolgerà tutte le sezioni soci e tutti i territori di Unicoop Firenze, per allargare la consapevolezza dell’importanza delle piante come strumento per catturare Co2, a maggior ragione lungo un’arteria come la Fi-Pi-Li. Ogni donatore, infatti, potrà collegarsi attraverso un link ad alcune telecamere che riprenderanno l’evoluzione dei lavori e la crescita del bosco. «È un progetto che abbiamo subito accolto con favore appena ci è stato presentato – dice il sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi – perché va a recuperare un’area degradata creando opportunità dal punto di vista didattico. Chiaramente dovremo capire come rendere accessibile l’area, magari organizzando periodicamente delle visite guidate». C’è da capire, però, anche come rendere accessibile un luogo che non ha una vera strada di accesso. L’argomento sarà affrontato a stretto giro, come conferma il sindaco: «Nei prossimi giorni – dice Giovanni Capecchi – con Unicoop Firenze parleremo sicuramente anche della viabilità».