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Medico di famiglia sospeso, l'Asl: «Non è in regola coi vaccini»

Paolo Fidanzi nel letto della bolla Covid e dopo la guarigione

Volterra, l’Asl vieta l’attività all’ex paziente Covid simbolo della lotta al virus. La replica del dottore: «È mala burocrazia, sono pronto a denunciare chi mi sta trattando come un no-vax»

VOLTERRA. Da esempio di lotta al Covid a essere trattato come un no-vax. Un passo abbastanza breve per Paolo Fidanzi, medico di famiglia di Volterra che è stato sospeso dall’Asl Toscana Nord Ovest perché non in regola con le vaccinazioni. «Spero che nei prossimi giorni questa storia di mala burocrazia si risolva, altrimenti sono pronto a denunciare per aver interrotto il servizio pubblico che porto avanti con i miei pazienti», dice il dottore.

In questa storia c’è un mix di meandri burocratici, sbadataggine e rapporti un po’ troppo rigidi tra gli enti che gestiscono la sanità locale e Fidanzi, spesso critico proprio nei confronti di Asl, Regione e Società della salute. «Essendo un ex paziente Covid e avendo gli anticorpi alti – dice Fidanzi – pensavo di vaccinarmi il più tardi possibile. Sapevo che per i casi come il mio era necessaria una dose e che la seconda fosse solo consigliata dal ministero della Salute. Il 7 settembre mi è arrivata una telefonata dall’Ordine dei medici in cui venivo informato di essere nella lista nera composta dai sanitari vicini alla sospensione. Dicevano di aver inviato due o tre mail di posta elettronica certificata che, però, io non avevo letto. A quel punto mi sono subito vaccinato, comunicando all’Ordine e all’Asl i documenti. Dall’Ordine mi hanno risposto che ero in regola per proseguire l’attività. Dall’Azienda sanitaria non ho ricevuto notizie, tranne quella di sabato in cui venivo sospeso dal giorno stesso».


Secondo Fidanzi, negli ultimi giorni e successivamente alla sua vaccinazione, un provvedimento delle istituzioni sanitarie impone a medici e personale ex pazienti Covid di ricevere la seconda dose. «E la sospensione nasce da lì – aggiunge – ma si tratta comunque di una situazione che, come mi è stato detto dai vertici della Società della salute, dovrebbe risolversi a breve perché nasce tutto dalla cattiva burocrazia».

In realtà, il medico di famiglia dice che si sarebbe aspettato una comunicazione a voce da parte di qualcuno del distretto sanitario o dell’Asl. «Così non è stato e ora mi ritrovo in questa situazione che danneggia soprattutto i miei pazienti – sottolinea Paolo Fidanzi – perché avevo appuntamenti già fissati, mentre era stata avviata la procedura per una sostituzione d’urgenza senza che nessuno mi avvertisse. È per i miei mutuati che rendo pubblica questa vicenda, solo per loro».

Fatto sta che il medico, nell’aprile 2020 era stato ricoverato nella bolla Covid dell’ospedale Lotti di Pontedera, diventando anche un esempio di lotta e guarigione con tanto di evento organizzato da Asl e Fondazione Arpa sull’assistenza e la distribuzione di tablet ai malati. Oggi è trattato alla stregua di un medico no-vax. «Ho addirittura l’abilitazione a medico vaccinatore – riprende –. Figuriamoci se posso essere considerato uno contro i vaccini».

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