Contenuto riservato agli abbonati

«Un vescovo più lontano da preti e fedeli se si dovessero accorpare le diocesi»

Il vescovo di San Miniato monsignor Andrea Migliavacca con monsignor Andrea Cristiani

Monsignor Andrea Cristiani (Movimento Shalom) critico sulle voci di riduzioni che coinvolgerebbero anche San Miniato

SAN MINIATO. «Così facendo il pastore sentirà sempre meno il profumo del suo gregge», commenta monsignor Andrea Cristiani, parroco a Fucecchio e fondatore del Movimento Shalom, sulle voci che danno la diocesi di San Miniato nell’occhio della Santa Sede per quell’opera di riduzione delle giurisdizioni ecclesiastiche sul territorio italiano. Un processo già iniziato e che papa Francesco sta portando avanti con estrema risolutezza. E da ambienti ben informati pare che la diocesi di San Miniato sia destinata a essere accorpata ad altre confinanti. A sparire, secondo quelle voci raccolte, non sarebbe tanto Volterra, quanto San Miniato. Proprio ieri era il quinto anniversario della morte del vescovo Mansueto Bianchi: anche lui ha sempre detto e sostenuto nelle sedi opportune che Volterra deve rimanere autonoma. «È un processo che papa Francesco ha avviato da un po’ di tempo – ribatte monsignor Cristiani – e che sembra molto deciso a portare avanti. Ha sempre giudicato troppo elevato il numero delle diocesi e le vuole sfrondare nel numero. Non si procederà allo smembramento».

Ma la storia e le tradizioni di ognuna di queste prestigiose realtà locali non vale proprio nulla?


«È questo che mi fa più paura. La diocesi di San Miniato tra poco potrebbe festeggiare i suoi 400 anni di vita».

Quindi secondo lei, San Miniato non sarà suddivisa tra Pescia e Volterra.

«Penso proprio di no. Ma se così accadesse sarebbe un grosso errore, con tutto il rispetto dovuto a chi deciderà il daffare. Conta 118 parrocchie e quattro anni fa raggiungeva oltre 166mila battezzati su 178mila abitanti. Insomma, davvero una bella realtà».

La diocesi fu eretta il 5 dicembre 1622 con la bolla Pro excellenti di papa Gregorio XV, ricavandone il territorio dall'arcidiocesi di Lucca, Così come avvenne un centinaio di anni prima per la diocesi di Pescia. San Miniato è rammentata per la prima volta nell'VIII secolo. Nel 1248 ottenne un proprio capitolo, nel 1401 la repubblica di Firenze aveva già l'intenzione di erigere una diocesi a San Miniato, per sottrarla alla giurisdizione dell'arcidiocesi di Lucca, cosa che avvenne, anche grazie all'interessamento di Maria Maddalena d'Austria, nel 1622.

Cosa non la soddisfa maggiormente, don Andrea, dell’eventuale decisione di accorpamento?

«Che papa Francesco abbia voglia di ridurre il numero è cosa risaputa. Ma dice anche che il vescovo deve avere vicino i fedeli: il pastore senta l’odore delle proprie pecore. Ma più le accorpa, meno i pastori sentono l’odore delle pecore. Cioè, i fedeli sono più distanti, ci sono alcune diocesi in cui parroco non riesce ad avere più un incontro con il vescovo e anche per le cresime tante diocesi estese vedono solo gli ausiliari, i vicari generali ma non il vescovo. Io penso che questa sia un modo, oltretutto, di allontanare i vescovi dal proprio clero e dalla gente».

Quale secondo lei la soluzione più propizia?

«Io sarei favorevole a meglio parcellizzare le parrocchie più grandi in modo che abbiano un più diretto contatto con i propri vescovi e i propri fedeli. Perché la figura del vescovo deve essere fondamentale, com’è nel mondo ortodosso, per esempio, in cui le diocesi sono piccole e ben distribuite. Così, anche per questo, quei fedeli hanno ben sopportato anche l’urto di 70 anni di persecuzioni».

Insomma, una visione opposta e contraria a quella del papa?

«Eh sì, ne sono fermamente convinto e la voglio affermare. I roghi sono spenti da un po’ di tempo, non ci sono più, e la libertà di pensiero è fondamentale».

Si andrebbe quindi verso uno smembramento della giurisdizione ecclesiastica di San Miniato?

«Magari un vescovo per due diocesi, correndo il rischio che un prete muoia senza mai vederlo nella sua parrocchia. Ma gli smembramenti papa Francesco non li fa. Non li farà».

Un’annotazione, infine, che nel “linguaggio” diplomatico potrebbe significare qualcosa: Giovanni Paolo II venne dieci volte in Toscana, ma mai né a San Miniato, né a Pescia né a Massa Marittima. A Volterra volle venire il 23 settembre, festa di san Lino, e spese parole entusiaste e di stima per l'antica diocesi. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA