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Caso Curtatone, effetto domino al liceo: didattica a distanza e “classi pollaio”

Le medie a Palazzo blu tolgono spazio al Marconi che resta al XXV Aprile. Qui, però, si rischiano lezioni in presenza ridotte


PONTEDERA. C’è un allarme che gira tra le chat dei genitori e dei ragazzi del liceo XXV Aprile. Il ritorno della didattica a distanza (Dad) sembra ormai scontato, a meno di cambiamenti ulteriori rispetto all’organizzazione di questo bistrattato mondo dell’istruzione di Pontedera.

Tutto nasce dallo spostamento a Palazzo blu delle classi delle medie dell’istituto comprensivo Curtatone e Montanara, il cui edificio di piazza Garibaldi è stato dichiarato inagibile per il rischio sismico. Le classi terze occuperanno un piano intero dell’inconfondibile costruzione in viale Africa. Le prime e le seconde andranno nei moduli abitativi. Ma è la collocazione dei ragazzini più grandi a influenzare la logistica delle scuole superiori. Quel piano destinato alle medie, era destinato a ospitare 11 classi del liceo Montale che, fino a giugno, hanno seguito le lezioni in aule del XXV Aprile. Ma l’effetto domino per lo spostamento della Curtatone, come aveva scritto Il Tirreno qualche giorno fa, comincia proprio da qui, perché il Montale non andrà a Palazzo blu, mentre al XXV Aprile ci saranno le cosiddette “classi pollaio” e due giorni a settimana di didattica a distanza.

Questo se non ci sarà un aumento di organico che, al momento, non sembra essere un’ipotesi su cui fare affidamento.

«A giugno – si legge nel resoconto dei rappresentanti dei genitori che hanno incontrato il preside Sandro Scapellato – la Provincia di Pisa aveva assegnato un piano di palazzo blu al liceo Marconi che, quindi, avrebbe liberato le aule occupare fino all’anno scorso al liceo che comprende gli indirizzi classico e scientifico. Abbiamo avuto un incontro su questo argomento con il preside per avere chiarimenti sul futuro».

E il futuro non promette per niente bene. «Il Marconi – continuano i genitori – occuperà ben 11 aule del liceo XXV Aprile che invece necessita di 45 aule se le quarte e le quinte saranno accorpate, altrimenti ne serviranno 47. Quest’anno infatti ci saranno due classi prime in più. Ci viene detto che le aule saranno ricavate utilizzando tutti i laboratori, l’aula magna e persino la biblioteca. Ma per questo ci sarà un distanziamento minimo e dovrà essere obbligatoria la mascherina per ovviare alle distanze troppo ravvicinate, visti gli spazi stretti».

Che, tradotto, significa il ritorno alle classi pollaio e la didattica a distanza almeno fino al 25 per cento. Due giorni a casa e il resto della settimana in presenza. Con turni da rispettare e cambiamenti periodici.

«L’eventuale accorpamento delle classi potrebbe essere scongiurato solo con un livello di organico scolastico in linea con quello stabilito per l’emergenza sanitaria legata al coronavirus. Ma questo è stato concesso solo fino al 31 dicembre. Non avendo certezze il preside non può chiedere il prolungamento della direttiva per il 2022 e senza un aumento di docenti ci sarà sicuramente l’unione delle classi e dunque super sezioni».

I genitori non ci stanno e non possono aspettare: «Chiediamo pertanto la possibilità di avere un incontro con le istituzioni comunali e il presidente della Regione Eugenio Giani se ce ne sarà bisogno per scongiurare la didattica a distanza per l’inizio del prossimo anno scolastico e trovare una soluzione per il bene dei nostri figli che sono quelli che ne fanno le spese e che vengono privati del diritto all’istruzione».

Intanto i rappresentanti di istituto hanno informato tutti i genitori tramite messaggi e hanno preso contatto coi sindacati del settore scolastico. —

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