Contenuto riservato agli abbonati

Preso a botte col bastone per le lamentele sul vicino

L’autore dell’aggressione è stato condannato a una pena di un anno e sei mesi  «Mi aspettarono in sette davanti alla porta di casa per picchiarmi»

SANTA CROCE. I rapporti tra vicini di casa talvolta riservano sgradevolezze, problemi, liti e talvolta ripicche. Eppure in questo caso le divergenze e gli alterchi sono andati oltre il limite del “cattivo vicinato”, con un uomo, Francesco Stabilito, condannato per lesioni personali per avere aggredito il suo vicino di casa. La colpa della parte offesa, così com’è emersa durante il procedimento in aula, è stata quella di aver fatto presente alla proprietaria di casa di Stabilito che quest’ultimo faceva parecchia confusione in casa. O almeno così ha ritenuto l’imputato, che ha affrontato il suo vicino chiedendogli ragioni di questa sua spifferata. Solo che, come ha detto la pm, più che di un confronto accesso si è trattato «di un vero e proprio agguato».

La vicenda risale a qualche anno fa ma soltanto adesso si è risolta, in primo grado, di fronte al giudice Giulio Cesare Cipolletta. Che ha deciso di accogliere le richieste dell’accusa, condannando Stabilito alla pena di un anno e sei mesi di carcere e al risarcimento delle spese processuali.


A raccontare ieri in aula la vicenda è proprio la parte offesa. Che ha spiegato, rispondendo alla domande della pm e della difesa (rappresentata dall’avvocata Valentina Abu Awwad), che ai tempi per lui il vicino era uno sconosciuto. «Era pomeriggio – ha raccontato, seduto al banco dei testimoni – ed ero appena uscito dalla porta di casa, nel corridoio del condominio. Lui era lì e insieme a lui c’erano altre sei persone».

L’avvocata Abu Awwad ha chiesto, a quel punto, se si fosse accorto della presenza del gruppo che lo stava aspettando. «No – ha risposto l’uomo – come avrei potuto accorgermene? Ho visto lui, degli altri mi sono accorto dopo. Erano un po’ più distanti. E poi come facevo a sapere che intenzioni avessero?».

Continua così il racconto di quel pomeriggio. «Non l’ho più visto dopo questo fatto. E non conoscevo le altre persone che mi hanno aggredito, mentre lui lo avevo visto. Mi hanno colpito con calci, pugni e anche con un bastone, ma non so dire chi abbia utilizzato il bastone. Se sia stato il mio vicino di casa o qualcun altro di quelli che erano lì». Dopo l’aggressione l’uomo ha chiesto aiuto alla compagna: «mi ha trovato per terra, che perdevo sangue. È stata lei a chiamare i soccorsi».

Per l’uomo pestato le conseguenze non sono state leggere. Costole rotte e diverse contusioni, infatti i medici lo trattengono in ospedale due giorni. E poi lo rimandano a casa con un referto che supera i 28 giorni.

L’aggressione sarebbe nata dunque dal sospetto maturato da Stabilito che ad avvisare la sua padrona di casa riguardo ai suoi comportamenti fosse stato il vicino.

E così, ritenendo provato il racconto della parte offesa, dopo avere sentito anche un poliziotto intervenuto all’epoca dei fatti, la pm ha chiesto una condanna a 1 anno e sei mesi. La difesa invece ha insistito sulla «poca credibilità del racconto» e «sulla carenza di prove», chiedendo l’assoluzione. Non l’ha vista così però il giudice, che ha condannato Stabilito a un anno e sei mesi. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA