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Imprenditore massacrato di botte nel night club: «Mi avrebbero ammazzato»

Valter Giampaoli con i segni sul volto delle bastonate e le tracce di sangue sul pavimento del Pigalle dopo l’aggressione al titolare, alla moglie e al buttafuori

Ponsacco: aggressione al titolare del Pigalle. «Li ho messi in fuga con lo spray urticante»

PONSACCO. «Mi sono salvato grazie allo spray al peperoncino. Se non lo avessi usato per allontanarli mi avrebbero ammazzato».

Aggredito e presto a bastonate nel suo locale, il Pigalle in via Mattei, Valter Giampaoli è uscito dall’ospedale dove i medici hanno stilato una prognosi di 15 giorni per trauma cranico e la rottura del setto nasale.


«Per fortuna non è storto» commenta amaro l’imprenditore che domenica notte è stato assalito da un gruppo di avventori esagitati chiamati a raccolta da un cliente a cui era stato rifiutato un bicchiere e la bottiglia di vetro per bere una birra.

Originario di Livorno, residente a Casciana Terme Lari, 61 anni, Giampaoli racconta quei minuti di violenza di cui non è stato l’unico bersaglio. Anche la moglie, Yulia Kurochkina, colpita da un pugno, si è fatta medicare.

Per lei dieci giorni di referto e il collare per i dolori alla cervicale. Aggredito anche il buttafuori del night.

«Hanno fatto irruzione in gruppo dopo che al banco avevamo rifiutato una bottiglia di vetro a un cliente – ricorda Giampaoli –. Non usiamo il vetro per una questione di sicurezza. Gli abbiamo dato un bicchiere di carta e lui per rompere le scatole ha rovesciato la birra sul pavimento. Era evidente l’atteggiamento provocatorio. L’addetto alla sicurezza ha provato a calmarlo, ma il cliente, che tra l’altro conosco come la gran parte degli altri arrivati dopo, come risposta ha dato un cazzotto a mia moglie che fa la cassiera».

È stato il gong che ha dato il via alla reazione di Giampaoli e del personale della sicurezza degenerata poi in spedizione punitiva da parte di diversi residenti nel Palazzo Rosa di via Rospicciano.

«Dopo essere andato via quel tipo è tornato con altra gente, dentro saranno stati una decina – prosegue Giampaoli –. Sono entrati con mazze e bastoni e hanno iniziato a spaccare tutto. Mi hanno colpito in testa e sul naso. A quel punto ho tirato fuori lo spray al peperoncino e mi sono difeso. Li ho messi in fuga, altrimenti mi avrebbero massacrato».

Nell’assalto dentro il locale gli aggressori si sono rivelati non solo violenti, ma anche minacciosi.

«Sappiamo dove abitate e conosciamo tuo figlio, lo ammazziamo» hanno urlato all’imprenditore in balìa della banda scatenata contro di lui, sua moglie e gli arredi del night. Rabbia e alcol per una miscela d a delirio incontrollato.

Una manciata di minuti di follia. Poi l’arrivo dei carabinieri e delle ambulanze per i primi soccorsi.

Gli investigatori dell’Arma stanno lavorando per identificare gli autori della rappresaglia.

Un paio i nomi su cui sono in corso gli accertamenti. L’ipotesi di reato è quella di lesioni aggravate in concorso.

«Quello che non sarà procedibile d’ufficio lo inseriremo noi in querela – aggiunge l’avvocato Claudia Citi Marley che assiste Giampaoli –. Non è più tollerabile una situazione del genere a Ponsacco».

Ieri il night ha lavorato come sempre.

«Andiamo avanti – afferma il titolare –. Non possiamo perdere giornate di lavoro. Ma dalle istituzioni devono arrivare risposte certe contro questi episodi». —

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