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Denuncia-choc di don Ernesto: «Spaccio in centro, schifo da fermare»

don Ernesto Testi

Il parroco di Castelfranco “bacchetta” il sindaco Toti «I pusher lavorano su più turni, ora serve una soluzione»

CASTELFRANCO. Il problema si è presentato circa un anno e mezzo fa, quando i pusher hanno iniziato a “popolare” il centro cittadino, nella zona della chiesa della parrocchia di San Pietro Apostolo di Castelfranco (che si trova in via Cavour) e in particolare nella vicinissima in piazza Ferretti. Muovendosi su più turni, garantiscono il “fabbisogno” di sostanze ai vari clienti che arrivano nel salotto nobile della Città del Palio coi barchini. A denunciarlo e a lanciare un appello è direttamente il parroco, don Ernesto Testi.

Nei giorni scorsi su Facebook – fra i commenti ad un post del sindaco Gabriele Toti, scritto dal primo cittadino per rimarcare l’importanza di un progetto di rinascita di una parte del centro cittadino – il parroco aveva “bacchettato” proprio Toti chiedendo in primis «di prendere coscienza che nel centro storico si spaccia droga ad ogni ora e alla luce del sole, e tentare di fare smettere questo schifo. Poi anche tutto il resto».


Insomma, un “invito” a focalizzarsi su una problematica che comunque inficia sulla riqualificazione del centro cittadino, che contemporaneamente può esser portata avanti con tanti altri progetti ma che non potrà mai esser completa finché si presenteranno criticità del genere.

Alcuni castelfranchesi avevano plaudito l’intervento del parroco, che adesso spiega: «Non è un attacco all’amministrazione o alle forze dell’ordine ma un appello affinché si faccia qualcosa. In piazza Ferretti capita di vedere di giorno e anche a sera inoltrata giovani adulti che si danno il cambio, probabilmente consapevoli che anche se vengono arrestati in carcere ci rimangono poche ore. I clienti arrivano, prendono ciò che devono prendere e poi se ne vanno. A volte, inoltre, ci sono anche dei gruppetti che fanno confusione fino a tardi e disturbano il sonno di chi vive qui».

Il parroco ha anche sottolineato che, a seguito del suo commento su Facebook al post del sindaco, nelle ore successive non si sono visti movimenti sospetti nell’area; ma che, contemporaneamente, si sente anche un po’ impaurito ad aver segnalato pubblicamente una situazione del genere.

Ora, non è certo Castelfranco l’unica realtà a soffrire per problemi di degrado e microcriminalità, però la denuncia-appello del parroco è destinata a far discutere. «Mi è capitato – continua il prete – di vedere ragazzini entrare in un portone, ritirare una busta e poi andare in piazza, dove iniziava ad arrivare gente. Forse vengono utilizzati minorenni perché sono insospettabili e non danno nell’occhio».

La soluzione potrebbe essere duplice: da una parte più controlli su eventuali attività malavitose, dall’altra un centro cittadino più vivo, perché la presenza di saracinesche alzate e non abbassate è un vero e proprio deterrente sociale contro il degrado, la microcriminalità e tutto ciò che comporta. Chi spaccia in contesti del genere è quasi sempre l’ultima ruota di un carro molto articolato; nella zona delle Cerbaie, ad esempio, esiste lo stesso identico problema. In questi boschi che sono anche in parte castelfranchesi, nella parte fucecchiese si è annidata da anni la piaga dello spaccio, nonostante le ripetute operazioni dei carabinieri. Qui siamo in un contesto rurale e periferico, mentre l’appello del parroco riguarda il centro cittadino, a due passi dal municipio.

L’auspicio del religioso è che quella di Castelfranco non diventi una piaga della stessa gravità. —

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