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Diocesi: accorpata anche Assisi, ora Volterra trema

Il vescovo di Volterra, monsignor Alberto Silvani

Prosegue la riduzione delle diocesi. Una modifica al Codice manterrebbe in carica il vescovo Silvani anche dopo i 75 anni

VOLTERRA. Prima del “ricovero programmato” al policlinico Gemelli papa Francesco aveva provveduto ad altri accorpamenti delle diocesi italiane che sono – lo ricordiamo – 226, ma che potrebbero assottigliarsi sensibilmente.

Così, proseguendo nel piano di riduzione e accorpamento delle diocesi italiane, il Papa ha unito con la solita formula in persona episcopi la diocesi di Foligno a quella di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino: a guidarla è monsignor Domenico Sorrentino, già arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino. Classe 1948, è sacerdote dal 1972.


Pochi giorni prima in Toscana, come già scritto, aveva accorpato la diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello con quella di Grosseto, guidata da Gianni Roncari, frate cappuccino proveniente dalla diocesi di Verona.

La soglia, per Volterra, sembra essere il pensionamento del vescovo Alberto Silvani, il 9 settembre prossimo, quando compirà 75 anni. Come si dice nel diritto canonico, entra in ingravescentem aetate. A quel momento si tratterà, da parte della Santa Sede, di rimandare il pensionamento dell’attuale vescovo, nominare un successore di Silvani o procedere all’accorpamento della prestigiosa diocesi volterrana. Magari con l’arcidiocesi di Pisa, e sappiamo quanto siano distanti, non soltanto geograficamente, Pisa e Volterra.

Non per niente una decina di anni fa venne promosso una specie di referendum sul colle etrusco per migrare verso Siena. La formula “in persona episcopi” sta a significare che due diocesi sono unite nel ministero episcopale, ma rimangono due circoscrizioni ecclesiastiche separate e indipendenti e come tali dovranno essere governate. Insomma, il palazzo vescovile di Volterra vedrebbe di rado e saltuariamente il suo inquilino che, magari, abita nei pressi di piazza dei Miracoli a Pisa.

Però dal 2018, con una decisione motu proprio di papa Bergoglio i vescovi residenziali così come i vescovi della Curia romana non cardinali e i prelati segretari al compimento del 75° anno d’età non decadranno più automaticamente dal loro incarico come avveniva fino ad allora secondo la regola del raggiunto limite d’età, introdotta per tutti i vescovi dal Concilio ecumenico Vaticano II.

Nel Codice di diritto canonico, infatti, sta scritto: «Il vescovo diocesano che abbia compiuto i settantacinque anni di età è invitato a presentare la rinuncia all’ufficio al Sommo Pontefice, il quale provvederà, dopo aver valutato tutte le circostanze».

Sarà dunque il Papa, a sua discrezione, a decidere di prolungare l’incarico per uno, due o anche cinque anni. Potrebbe essere quella che si definisce un’ancora di salvezza per la diocesi di Volterra, sempre esistendo l’intenzione di abolire la sua giurisdizione territoriale.

Del resto è già accaduto con un personaggio importante della Chiesa italiana: ha ottenuto un prolungamento per cinque anni come arcivescovo di Perugia l’attuale presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, nominato alla guida dell’episcopato italiano ormai 75enne.

Per un’eventuale decisione di prolungare il dicastero di un “vescovo residenziale” lo stesso papa Francesco cita «solo come esempio alcune delle possibili ragioni: l’importanza di completare adeguatamente un progetto molto proficuo per la Chiesa; la convenienza di assicurare la continuità di opere importanti; alcune difficoltà legate alla composizione del dicastero in un periodo di transizione; l’importanza del contributo che tale persona può apportare all’applicazione di direttive recentemente emesse dalla Santa Sede oppure alla recezione di nuovi orientamenti magisteriali».

Monsignor Alberto Villani è nato a Virgoletta di Villafranca in Lunigiana il 6 settembre 1946 e quindi tra un mese e mezzo scatterebbe la soglia. E Volterra trema sul suo futuro di diocesi. —

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