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Allarme produzione, le aziende pisane: poche materie prime e costi alle stelle

Forti rincari per alluminio, acciaio e ghisa dall’inizio dell’anno. Bagnoli (Promek): «Così rischiamo lo stop fra pochi mesi»

PONTEDERA. «Per ora stiamo facendo il 35 per cento in più non rispetto all’anno scorso o al 2019. Ma addirittura al 2018. Però, vista la situazione, rischiamo di fermarci tra quattro o cinque mesi».

Chi parla è Simone Bagnoli, uno dei titolari della Promek, azienda di Perignano che lavora per il settore dei componenti per auto e moto. Una delle ditte che, fino a qualche anno fa, potevano essere considerate dell’indotto Piaggio. Ma che oggi ha diversificato notevolmente le proprie commesse. L’allarme dell’imprenditore di Pontedera richiama una situazione seria e concreta: la mancanza di materie prime e i rincari sul mercato internazionale: «Il prezzo di acciaio, alluminio e di tutti questi materiali è aumentato tantissimo, perché non si trovano. Arrivano da Cina e India, ma non ce n’è. E se si trovano, le consegne hanno tempi infiniti. Per ora stiamo correndo. Ma non so cosa succederà dopo l’estate. E, spero di sbagliarmi, di questo passo rischiamo di assistere allo stop produttivo delle case motociclistiche e automobilistiche. Con effetti devastanti per i fornitori».


Enrico Dell’Artino, amministratore delegato della Asso Werke di Fornacette, azienda che produce componenti per i marchi top dell’industria di due e quattro ruote a livello mondiale, entra nel merito in maniera più dettagliata: «Dall’inizio dell’anno il costo dell’alluminio è salito del 18 per cento con un +60 per cento rispetto a 12 mesi fa. L’acciaio è aumentato del 12 per cento, la ghisa del dieci. È un rincaro che contrasta la ripresa in atto e che toglie redditività. Ma quello che preoccupa maggiormente è l’approvvigionamento di questi materiali fondamentali per il nostro lavoro quotidiano. I tempi si sono allungati in maniera notevole, anche se ci stiamo attrezzando per far fronte alle difficoltà di questa fase».

Dell’Artino non si sbilancia su quanto stia incidendo la scarsa reperibilità delle materie prime sul mercato e il loro conseguente aumento di prezzo. Ma è certo che si tratta di un contesto problematico. «Abbiamo contratti con le multinazionali – riprende Bagnoli – con prezzi fissati prima che si verificasse questa situazione. E dobbiamo rispettarli. Segnaliamo i rincari puntando, poi, a ottenere una rivalsa sui costi quando questo terremoto sarà passato. Ma intanto il conto economico è sfavorevole».

E non si tratta solo di alluminio, acciaio o ghisa. Anche i componenti per i circuiti elettronici, la cui base è il silicio, sono coinvolti in questo contesto che riguarda l’economia mondiale. «Ho un robot con un problema a una scheda – dice ancora il titolare della Promek – che deve essere sostituita con una nuova in arrivo da Taiwan. Ma la consegna è in fortissimo ritardo e, intanto, il robot è fermo da settimane creando non pochi problemi».

Un freno netto al lavoro che sta tornando nelle fabbriche e che rischia di compromettere molto di quanto si sta progettando per i prossimi mesi. La fortuna di questa fase è che, comunque, i mercati di quattro e due ruote (meglio comunque il secondo segmento) stanno andando bene). Un esempio lo fornisce la Piaggio, le cui vendite stanno andando bene e che, sul fronte dell’approvvigionamento di materie prime, sembra aver fatto ingenti scorte quando la situazione era sotto controllo e i prezzi non erano ancora andati alle stelle. —© RIPRODUZIONE RISERVATA