Spazio “all’altra Volterra” per scoprire i tesori nascosti

Con il progetto “Rigenerazione umana” voluto dall’amministrazione comunale il recupero del patrimonio in abbandono presente sul territorio  

Paolo Falconi

volterra. La candidatura di Volterra a Capitale italiana della cultura, ruolo andato per il 2022 a Procida, apre un cammino da percorrere in tutta la sua bellezza e completezza per far brillare ancora di più il gioiello sul colle etrusco. Come il progetto denominato “Rigenerazione umana” ideato proprio per quell’occasione e che prende forma definitiva in questo scorcio di estate; si tratta della riscoperta e della riattivazione del patrimonio materiale sottoutilizzato o in abbandono presente nel territorio comunale e la sua possibile riappropriazione da parte di tutta la comunità locale.


Si chiama, quel progetto, “Facciamoci Spazio!” e vede protagonista il Comune di Volterra con il sostegno dell’Autorità per la garanzia e la promozione, con la partecipazione della Regione Toscana.

Il progetto sarà presentato giovedì 22 luglio alle 18.30, in piazzetta degli Avelli, non a caso un luogo meraviglioso di Volterra ma nascosto e poco frequentato da abitanti e turisti. Sarà l’occasione per illustrare lo stato di avanzamento dei lavori e per informare i cittadini sulle fasi successive attraverso una passeggiata che si svilupperà per luoghi e spazi attualmente dismessi per concludersi al Parco Fiumi dove, anche quest'anno, si svolgerà l'AntiSocial SocialPark.

“Facciamoci Spazio!” è finalizzato «a creare le condizioni di contesto favorevoli all’attivazione di un processo di rigenerazione territoriale – dichiarano il sindaco di Volterra Giacomo Santi e l'assessore alle culture Dario Danti – proprio attraverso la riscoperta di luoghi abbandonati, spazi trascurati, fondi sfitti e tutti quegli elementi di valenza spaziale che compongono un insieme di risorse locali dismesse e depotenziate».

Il processo, affidato alla società Avventura Urbana, si è articolato finora con un lavoro di ricerca e azione che ha prodotto una “Mappa georeferenziata dell’altra Volterra” in cui sono stati riportati tutti i luoghi e gli spazi dismessi o in stato di abbandono, presenti nel centro urbano di Volterra e nelle frazioni di Saline di Volterra e Villamagna,

Luoghi tutti rilevati attraverso sopralluoghi ed esplorazioni sul campo per «riaccendere l’attenzione sulla contro geografia dell’altra Volterra – conclude Santi – facendo emergere un ritratto del rovescio della città».

«Accanto a questo lavoro di rilevazione e analisi degli spazi e dei luoghi dismessi e in abbandono – concludono il sindaco Santi e l’assessore Danti – il processo partecipativo vuole associare una contro narrazione dell’altra Volterra, finalizzata a raccogliere contributi sulla memoria collettiva dei luoghi e sul ruolo che ha avuto la comunità locale nell’utilizzo degli spazi».

Il lavoro è cominciato nello scorso mese con «una serie di interviste ed esplorazioni sul campo che, per ora, ci raccontano di come l’ospedale psichiatrico fosse espressione tangibile del rapporto tra cura e territorio, la connessione tra le botteghe alabastrine (la bottega Bagni ne è soltanto un esempio, ndr) e gli interstizi della città e tra gli stessi alabastrai e la cultura volterrana e, infine, di come il Dopolavoro di Saline abbia da sempre costituito il luogo nevralgico per l’aggregazione degli abitanti e degli operai salinesi».

Insomma, gli spazi più reconditi, ma non per questo meno preziosi e interessanti, della località etrusca e del suo ricco territorio, si fanno spazio. Lo chiedono a gran voce e, visto che lo possono fare, lo pretendono per meglio comprendere il passato e tuffarsi con partecipazione nel futuro. —

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