La geotermia raffredda i server e programma 18 posti di lavoro

Una veduta di Larderello

Via all’insediamento nel Pip di Larderello, nel comune di Pomarance, del data center della società Geoveda Saranno assunti ingegneri, ma anche amministrativi e addetti alla manutenzione

POMARANCE. Diciotto posti di lavoro entro il 2025 in una società che punta a sviluppare un sistema innovativo per utilizzare la geotermia.

Si è sempre pensato al “vapore” come a una fonte energetica in grado di far funzionare dispositivi elettronici e meccanici, ma anche per riscaldare. Il teleriscaldamento, del resto, la dice lunga su come è stata impiegata la fonte di energia rinnovabile tipica della cosiddetta “terra del diavolo”. Ma ora, con l’arrivo nell’area del piano d’insediamento produttivo (Pip) di Larderello da parte della Geoveda, siamo arrivati al punto di poter considerare la geotermia anche come un refrigerante. La società, infatti, creerà due capannoni per ospitare grandi server per ospitare dati di aziende. Macchine che consumato tanta energia e che raggiungono alte temperature. Ecco, per evitare problemi sarà usato un dispositivo chiamato “inverter”, il cui prototipo sarà messo a punto dai tecnici di Ges (che gestisce il teleriscaldamento) e dai ricercatori dell’Università di Pisa.


La geotermia, quindi, per il consumo energetico e direttamente il “vapore” per raffreddare le macchine. Un sistema che, una volta a regime, potrà essere anche esportato in altre aree geotermiche nel mondo come il Giappone. «Stiamo già prendendo contatti per portare questo meccanismo in paesi stranieri in cui ci sono condizioni simili a quelle di Larderello per la geotermia», dice l’amministratore di Geoveda Alessandro Brunetti.

I costi di gestione sono la chiave per inquadrare questa operazione che prevede un investimenti tra i 15 e i 20 milioni derivanti da un fondo costituito prevalentemente da banche della Toscana e zone limitrofe. «I costi dell’energia a Larderello rendono altamente competitivo questo progetto, oltre a essere completamente green visto che non viene prodotta anidride carbonica – prosegue il manager –. In realtà noi saremo gestori, in prevalenza, di spazi che daremo in affitto a società per la gestione dei loro server. L’obiettivo è di instaurare rapporti con i grandi gruppi del settore di quelli che vengono chiamati Data center, centrali per i dati. All’inizio lavoreremo con realtà locali, ma abbiamo un piano di sviluppo già ben delineato».

Così come, in fatto di occupazione, le idee di Geoveda sembrano altrettanto chiare. Diciotto i posti di lavoro che saranno creati di cui otto addetti per la gestione dell’impianto Data center per coprire turni da otto ore, sette giorni su sette, un tecnico per la direzione tecnica, quattro componenti lo staff tecnico tra ingegneri informatici e di processo e data manager, due addetti alla manutenzione ordinaria e straordinaria un addetto al servizio di guardiania, due per i servizi amministrativi.

Al momento le posizioni lavorative non sono ancora aperte. Ma occorrerà seguire il sito web Geoveda.it che è sempre in fase di costruzione, ma su cui saranno pubblicate tutte le informazioni per potersi candidare per uno dei profili occupazionali ricercati dall’azienda.

La fase attuale dell’operazione vede Geoveda intenta a preparare le carte in vista dell’acquisizione dei terreni all’interno del piano d’insediamento produttivo di Larderello. Poi verrà il momento della presentazione del progetto e dell’approvazione da parte del consiglio comunale che rilascerà il permesso a costruire. «Se tutto va bene tra la fine del 2021 e l’inizio del prossimo anno metteremo in moto il cantiere – aggiunge Alessandro Brunetti –. I lavori saranno portati avanti da aziende locali. E questo è un altro aspetto positivo per il territorio della nostra operazione».