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Furia della sindaca Deidda: «Non datemi della “mafiosa” e non giudicatemi, lo farà la giustizia»

La sindaca Giulia Deidda e il capogruppo dell’opposizione Alessandro Lambertucci

Il centrosinistra presenta una mozione contro le infiltrazioni: «Già prevista prima dell’indagine». Lambertucci: «Siete ridicoli»

SANTA CROCE. “Politiche per la prevenzione e contrasto dei fenomeni di infiltrazione mafiosa e di criminalità economica nel territorio comunale”. Una mozione con questo titolo – oltretutto presentata dalla maggioranza – preannunciava scintille in consiglio comunale a Santa Croce. E il pronostico è stato rispettato, anche se alla fine – dopo lo scontro – è arrivata la “stretta di mano” tra centrosinistra e centrodestra, con l’approvazione all’unanimità del documento promosso da Pd, Italia Viva e Sinistra ed emendato dell’opposizione. E con i due schieramenti che continuano a scontrarsi, ma che almeno in merito all’inchiesta keu riescono poi a trovare una linea comune: era già accaduto con la commissione consiliare permanente di controllo e garanzia, dove dopo l’audizione della sindaca Giulia Deidda, tutti i membri hanno poi scelto la strada della segretezza, chiudendosi in un silenzio bipartisan, che in realtà non è imposto dal regolamento.

Stavolta però le scintille pubbliche non sono mancate. Consiglio comunale in streaming. Punto 11 all’ordine del giorno. Introduce la mozione la capogruppo del Pd, Ivetta Parentini. Che si sente in dovere di «fare una premessa. Facciamo nostra una mozione presentata alla sindaca come agli altri Comuni della zona già nel 2020 di Soldi Mozzi (comitato antimafie del Valdarno, ndr) prima della nota inchiesta» sui fanghi avvelenati che – secondo Procura e Direzione distrettuale di Firenze – sarebbero stati sparsi per mezza Toscana, con la complicità di imprenditori vicini alla ‘ndrangheta. Un terremoto giudiziario che ha sconvolto il Distretto e che vede la sindaca Deidda (Pd) indagata per associazione a delinquere finalizzata all’inquinamento ambientale. Quindi Parentini legge la mozione (box a destra) che – alla luce di una serie di premesse – impegna la sindaca «alla fattiva lotta verso la criminalità organizzata e ogni forma di illegalità» attraverso una serie di attività.


Alessandro Lambertucci, dai banchi dell’opposizione scaglia un durissimo attacco a Deidda e maggioranza, parla di «sconforto e preoccupazione» causati dalla mozione. Poi affonda il colpo: «Siete ridicoli a voler parlare solo adesso di queste cose, quando i buoi sono scappati. E quei buoi fino a ieri voi li avete accolti e coccolati. Vi siete spesi nel tutelarli in ogni modo facendogli acquisire con facilità, a quanto sembra emergere dalle intercettazioni, terreni o cercando di rimuovere ogni possibile ostacolo davanti al loro cammino».

Un chiaro riferimento alla sindaca che – secondo quanto è emerso finora dalle indagini – da una parte telefonò al venditore titubante per agevolare l’acquisto di un terreno da parte dell’Assoconciatori e dall’altra, era ostile nei confronti del funzionario della Regione che ostacolava i conciatori in tema di autorizzazioni ambientali.

C’è poi un altro passaggio dell’intervento di Lambertucci che farà infuriare la sindaca, ma anche l’assessora Elisa Bertelli (Sinistra): «Quindi oggi perché lo fate? Per un vostro tornaconto personale – sottolinea il capogruppo di “Per un’altra Santa Croce” – per presentarvi come i paladini della giustizia violata quando la violazione è avvenuta ormai da tempo e proprio in seno a quel mondo clientelare che negli anni, proprio voi, avete contribuito ad ingenerare e a perorare. Per cercare di giocare la carta dell’attenzione verso la legalità da gettare come fumo negli occhi ai cittadini che da quando avete ignorato la loro richiesta di chiarezza non sono più dalla vostra parte. In queste settimane di assordante silenzio ci avete accusato di dare della mafiosa alla sindaca solo perché invocavamo legalità. Noi sentiamo in questa vostra mozione odore di difesa d’ufficio, non solo politica ma asservita a finalità giudiziarie personali».

Stavolta Deidda, che finora ha dribblato l’argomento nelle sedi pubbliche (fatta eccezione per un brevissimo accenno durante il consiglio comunale del 29 aprile scorso), reagisce: «Questa mozione non intende assolutamente difendere la sindaca. Rifiuto i termini “ridicoli” e “clientelari”, così come “interessi personali”. Qui c’è una maggioranza che sta facendo politiche e dicendo alcune cose su un tema che non è importante solo oggi ma che lo è stato anche in passato».

Quindi rivendica tutte le attività (che fa elencare dal suo vice Marco Baldacci) portate avanti dall’ente anche attraverso il tavolo di distretto «che ho guidato fino a 2 settimane fa»; assicura che «questi temi sono nelle nostre corde, perché questi sono i nostri valori». Infine il contrattacco: «Caro Alessandro, nel tuo intervento mi hai dato chiaramente della mafiosa. Sono indagata, la giustizia mi giudicherà. Ti chiedo di non giudicarmi, soprattutto così pesantemente, anche perché poi vedremo se la questione mafiosa rientrerà in questo segmento di indagine». —

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