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La scommessa di tre imprenditori: zero scarti con le borse “green”

I tre imprenditori con alcune loro creazioni

Decolla il progetto “Anna Cloud” anti-spreco: producono soltanto i pezzi ordinati e per compensare le emissioni di anidride carbonica vengono piantati nuovi alberi

SAN MINIATO. Combattere lo spreco proponendo modelli unici e totalmente personalizzati sulle esigenze dei clienti, perché se è vero che la pelle bovina con la concia trova un nuovo impiego è altrettanto vero che per questo processo lavorativo servono grandi quantità di risorse naturali, a partire dall’acqua.

La loro è una storia di emigrazione e di ritorno a casa, di formazione in importanti realtà, di studio e di presa in carico dell’azienda di famiglia poco più che ventenni. Due trentenni (l’artigiano fucecchiese emigrato in Inghilterra Francesco Nenna e il commercialista santacrocese Andrea Puccini) e un quarantenne (il sanminiatese Luca Cerbai) del comprensorio del cuoio, con esperienze nel mondo della pelle, della contabilità e del design, hanno dato vita ad un progetto ambizioso e unico, che si chiama Anna Cloud.


La loro idea è quella di coniugare sostenibilità (non producendo più del dovuto, evitando le eccedenze) e durata, perché ogni loro prodotto è di fatto personalizzabile, ordinando nuovi pezzi via internet, anche qui per allungarne il ciclo di vita. Come base della loro avventura hanno scelto San Miniato, una delle terre del pellame e del cuoio toscani.

«Oggi – spiegano i tre – si produce tanto, spesso con una bassa qualità, quasi sempre inutilmente. Noi proponiamo un modello produttivo e di consumo diverso, fatto di pezzi unici perché prodotti uno alla volta, senza inutili scarti o rimanenze e perché totalmente personalizzati sulla base delle scelte del cliente. Un modello produttivo, quindi, che elimina inutili consumi di risorse scarse (come, ad esempio, l’acqua) ed inutili scarti e rimanenze da smaltire nell’ambiente».

«C’è poi la questione della durata del prodotto, che vuole essere prolungata perché sinonimo di qualità: “Anna Cloud va ancora oltre, scardinando un altro trend pericoloso in termini di sostenibilità; ovvero la tendenza a ridurre sempre di più il ciclo di vita dei prodotti. Oggi si comprano tanti oggetti, spesso di bassa qualità, con l’idea di usarli poco, per poi sostituirli con nuovi oggetti destinati ad una vita altrettanto breve. Anna Cloud offre una nuova forma di vita per i propri prodotti, evitandone un precoce smaltimento».

E quindi questi giovani imprenditori hanno messo sul mercato borse nei loro intenti infinite ma potenzialmente sempre nuove, perché con qualche clic è possibile ordinare nuovi componenti del prodotto.

Per farlo si sono appoggiati alla Conceria Montebello di Vicenza. Con la medesima azienda Anna Cloud aderisce al progetto Leath3r grazie al quale saranno piantati nuovi alberi in grado di compensare le emissioni di anidride carbonica in fase di produzione del materiale.

E per condividere questo impegno con tutti i propri clienti, ogni borsa Anna Cloud contiene un apposito cartoncino con stampato un QR Code in grado di far visualizzare gli alberi piantati al cliente. —

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