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Tar, no al deposito di biomasse per la centrale a biogas Prati

La sede del Tar della Toscana

Santa Maria a Monte, la società chiedeva di realizzare uno stoccaggio con silobags nell’area del Piano degli insediamenti produttivi: serve una conferenza dei servizi 

SANTA MARIA A MONTE. No al nuovo deposito della centrale a biogas gestita dalla Prati Bioenergia Società Agricola a Santa Maria a Monte. Lo ha deciso il Tar, respingendo il ricorso che la società aveva presentato nel 2015 ( avvocati Monica Passalacqua, Eugenio Bruti Liberati e Alessandra Canuti. Il ricorso era contro la Provincia (avvocati Maria Antonietta Antoniani e Silvia Salvini) e contro il Comune di Santa Maria a Monte (avvocato Giancarlo Altavilla), e aveva l’obiettivo di far annullare la nota del Comune di Santa Maria a Monte, di diniego al rilascio del permesso di costruire richiesto con l'istanza presentata da Prati Bioenergia il 10 luglio 2014; oltre che la nota dell’ottobre 2014 con la quale il Comune spiegava i motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza presentata da Prati Bioenergia.

Nella sentenza, si ricorda che la società gestisce un impianto di produzione elettrica, alimentato a biogas, realizzato in forza di autorizzazione unica provinciale del 2012. Nel luglio 2014 la Società ha presentato al Comune di Santa Maria a Monte istanza di rilascio del permesso per realizzare un ulteriore deposito di stoccaggio per le biomasse in due lotti nell’area del Piano degli insediamenti produttivi (Pip), ad alcuni chilometri dall’impianto energetico. Secondo il progetto presentato, lo stoccaggio delle biomasse dovrebbe avvenire mediante l’utilizzo di “sacchi” tubolari impermeabili di materiale plastico detti silobags. Nel settembre 2014 il Comune ha comunicato alla Prati i motivi ostativi all’accoglimento della domanda e poi adottato il provvedimento di diniego; poi, avvedutosi di un malfunzionamento della pec istituzionale, su istanza della società, ha riavviato il procedimento per dar luogo all’esame delle osservazioni difensive. Infine, il 27 gennaio 2015, il Comune ha confermato il diniego del permesso di costruire. Da un lato, l’Amministrazione ha affermato la necessità di attivare la procedura di autorizzazione unica anche per la realizzazione del deposito di stoccaggio delle biomasse, in quanto opere connesse e funzionali all’esercizio dell’attività di impianto. Dall’altro, ha ravvisato la contrarietà dell’intervento alle norme attuative del Pip e carenze documentali.


La Provincia ha chiesto di essere estromessa dal giudizio, giacché le competenze in materia ambientale e di energie rinnovabili sono state trasferite alle Regioni dal 1° gennaio 2016. Richiesta accolta.

Nelle motivazioni, il Tar ricorda che secondo il decreto legislativo n. 387/2003, “La costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione, come definiti dalla normativa vigente, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio degli impianti stessi sono soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla Regione …”. A tal fine deve essere convocata una apposita conferenza di servizi. Pertanto, dice il Tar, «la realizzazione del deposito di stoccaggio per i silobags contenenti le biomasse costituisce senza dubbio opera funzionale all’esercizio dell’impianto già autorizzato». E quindi serviva l’autorizzazione unica.

Insomma, per ottenere l’autorizzazione alla realizzazione del deposito di stoccaggio delle biomasse necessarie all’impianto di produzione dell’energia, la Prati dovrà attivare la procedura che porta ad una conferenza di servizi, ciascuna Amministrazione esprimerà i pareri di rispettiva competenza - tra cui anche quelli relativi alla compatibilità urbanistico-edilizia degli interventi e al rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza stradale - sulla base dei quali sarà adottato il provvedimento finale. Ricorso respinto. La Prati dovrà pagare le spese processuali: 3mila euro. — © RIPRODUZIONE RISERVATA