«Sequestrò la ex», imprenditore della Valdera finisce a processo

secondo l’accusa, l’imputato in un’occasione sarebbe arrivato a chiudere in una stanza la donna.s

PONTEDERA. Un rapporto sentimentale che si sovrapponeva a quello professionale. Lavoravano insieme i due protagonisti della storia approdata in un’aula di Tribunale per effetto delle accuse della donna nei confronti di quello che è stato il suo compagno.

Un 47enne originario di fuori provincia, imprenditore della Valdera nel settore dell’informatica, (omettiamo il nome per tutelare la parte civile, ndr) è sotto processo per maltrattamenti in famiglia, violenza privata e sequestro di persona.


Ieri mattina l’udienza è slittata per l’incompatibilità del presidente del primo collegio del Tribunale che, da gup, aveva rinviato a giudizio l’uomo.

Il processo, pm Miriam Pamela Romano, è stato rinviato a dopo l’estate con un’altra composizione collegiale.
L’imputato è difeso dall’avvocato Andrea Di Giuliomaria, mentre l’ex compagna dal legale Nicoletta Gasparro di Treviso.

Il contesto è quello di un legame che procede in parallelo a un rapporto di lavoro che consente alla coppia di stare insieme quasi tutto il giorno. Le liti a casa e in ufficio alla fine della storia diventano continue e sempre più pesanti. Offese e frustrazioni anche psicologiche. E in quelle situazioni di criticità che, secondo l’accusa, l’imputato in un’occasione sarebbe arrivato a chiudere in una stanza la donna. Di qui l’accusa di sequestro di persona.

I primi testi da sentire saranno quelli del pm, compresa la parte civile. I due stavano insieme e per un periodo lei aveva lavorato nell’azienda di lui.

Nel tempo i dissidi avevano preso il posto dei sentimenti e in alcune occasioni, stando alla querela, lui le avrebbe impedito di muoversi e di allontanarsi dal luogo in cui era costretta a stare durante le sue sfuriate. —