L’omaggio di Volterra al Rosso Fiorentino con Mutinelli e Riva strega anche Sgarbi

Una mostra per i 500 anni della “Deposizione della croce” con le opere in terracotta policroma e marmo di Carrara

VOLTERRA. Cinquecento anni che rivivono nell’arte di oggi. Ieri, nel chiostro di Palazzo Minucci Solaini di Volterra, è stata inaugurata la mostra “Rubeus et alii”, che a cinquecento anni dalla realizzazione della “Deposizione dalla croce” di Rosso Fiorentino celebra uno dei più famosi dipinti di questo pittore attraverso le opere degli artisti contemporanei Ugo Riva ed Elena Mutinelli. Ideata e organizzata dalla gallerista Francesca Sacchi Tommasi, la mostra è curata da Antonio Natali e da Elisa Gradi ed è ispirata al rapporto che lega gli artisti di oggi a Giovan Battista di Jacopo di Gasparre, detto il Rosso Fiorentino. Che, nelle sue opere, si firmava appunti “Rubeus”.

«L’amministrazione comunale è felice di partecipare a questa iniziativa, nata per celebrare il cinquecentenario della Deposizione – dice il sindaco di Volterra, Giacomo Santi – uno dei capolavori che esponiamo con orgoglio nei nostri musei».


“SOLITUDINE”

Per rendere omaggio a Rosso Fiorentino, Ugo Riva ed Elena Mutinelli hanno progettato e realizzato cinque opere dedicate esclusivamente a questa mostra, utilizzando materiali tipici della Toscana, come la terracotta policroma e il marmo di Carrara. «Sono da sempre innamorato di Rosso Fiorentino, a tal punto che già nel 1994 gli avevo dedicato una piccola scultura intitolata “Le inquietudini del Rosso” – dice Riva – arriviamo così a questo progetto, pensato per essere mostrato sul pozzo del chiostro di Palazzo Minucci Solaini e realizzato in terracotta: in Toscana c’è una grande scuola». Riva, che ha realizzato quattro opere con la curatela di Antonio Natali, già direttore degli Uffizi, ha parlato in particolare di una – intitolata “Solitudine” – frutto dei mesi difficili del primo confinamento causato dal Covid. «Ho passato un anno da solo in studio, con i miei amici più cari che lentamente se ne andavano a causa della malattia, vivendo una solitudine tremenda – racconta – nel momento del dolore ognuno è solo con se stesso».

“MANIFESTO PRINCIPIO”

Con la curatela di Elisa Gradi, invece, l’artista milanese Mutinelli porta a Volterra “Manifesto Principio”, scultura in marmo di Carrara alta quasi 170 centimetri che ha potuto contare sul fondamentale sostegno della Mondial Granit Spa di Ragusa. «Quando ho pensato alla Deposizione di Rosso Fiorentino mi è apparsa in mente un’immagine ferma, quasi allucinatoria, che mi ha portata a lavorare in maniera veloce – interviene – mi ha sedotto l’idea, ma soprattutto l’immediatezza di visione dell’opera nel blocco di marmo: ho scelto questo materiale perché, essendo una concezione estremamente teatrale, volevo si rivelasse anche viva, palpitante e allo stesso tempo monumentale».

OSPITE D’ECCEZIONE

Alla presentazione, inoltre, era presente anche l’onorevole Vittorio Sgarbi, critico e storico dell’arte. «Sono rimasto favorevolmente colpito da questa iniziativa che arriva proprio in occasione del cinquecentenario della Deposizione dalla croce di Rosso Fiorentino – spiega –. I due artisti, Mutinelli e Riva, presentano delle opere che si legano perfettamente alla sua arte: la prima ha realizzato una potente pietà in marmo di Carrara, mentre Riva ha utilizzato anche una tecnica per la terracotta che è tipica di San Vivaldo, monte sacro e con una lunga tradizione di rappresentazione della passione di Cristo». Del resto, secondo Sgarbi, le opere di Rosso Fiorentino si proiettano nella contemporaneità. «È una bella testimonianza della capacità di astrattismo di Rosso Fiorentino – prosegue – c’è qualcosa di predisposto per essere letto in modo contemporaneo nella sua arte». A fargli eco è Dario Danti, assessore alla Cultura del Comune di Volterra. «Quando le eccellenze s’incontrano e insieme costruiscono cultura e arte, l’emozione e la meraviglia non possono che trarne beneficio – conclude – come ne trarrà sicuramente beneficio la nostra città e la nostra Pinacoteca». —