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Da ristorante-simbolo a bomba ecologica: ordinanze ignorate, arriva l’ultimatum

Bientina, l'ex locale rifugio di sbandati tra bombole del gas e rifiuti. Sindaco: «Paghiamo la bonifica ma il curatore sigilli l’area»

BIENTINA. Un tappeto di bottiglie, elettrodomestici ridotti a scheletri, rifiuti di ogni tipo, comprese le bombole del gas. E poi i segni delle intrusioni di sbandati che hanno trasformato nel loro rifugio l’ex tempio degli amanti del ciclismo, cancellando le tracce di quello che per decenni è stato un ristorante-simbolo, fondato dai fratelli Remo e Giuseppe Vettori, legati a doppio filo alle 2 ruote. Tanto che il loro locale era una meta obbligata per i protagonisti del pedale – professionisti compresi – che passavano dalla Bientinese. Ma al di là dello schiaffo all’amarcord, la situazione che si è venuta a creare rappresenta anche un problema per l’ambiente e la sicurezza, che il Comune di Bientina sta cercando di risolvere da anni. Ora il sindaco Dario Carmassi si gioca una nuova carta.

La proposta


La situazione di abbandono e degrado ha raggiunto livelli intollerabili. Ma è tutt’altro che nuova. Dopo la morte di Remo nel 2010, l’attività è andata avanti un paio d’anni. Poi, dopo la chiusura, l’ex ristorante, lontano da occhi indiscreti, è finito nel mirino dei ladri, che hanno rubato grondaie, arredi, infissi, termosifoni e tutto ciò che aveva un minimo di valore commerciale. Poi sono arrivati i vandali, gli sbandati e gli incivili che hanno completato l’opera di devastazione. In questo quadro, dopo una serie di ordinanze che non hanno sortito effetti, Carmassi ha messo sul tavolo del curatore fallimentare una proposta: «Siamo disponibili a farci carico della pulizia esterna ma a patto che il curatore renda poi inaccessibile l’intera proprietà. Altrimenti il rischio è che il Comune paghi la rimozione dei rifiuti e poi dopo poco tempo ci ritroviamo nella stessa identica situazione». Anche perché, vista la quantità di oggetti di ogni tipo scaricati dagli incivili, servirà uno sforzo economico non da poco: «La bonifica costerà tra i 10mila e i 15mila euro – sottolinea lo stesso Carmassi –. Siamo pronti a sostenere la spesa, a patto che sia risolutiva». La proposta è stata messa nera su bianco con una diffida recapitata al curatore: «Siamo in attesa di una risposta».

Tir e futuro

A breve («non abbiamo ancora una data»), davanti al tempio del degrado torneranno a transitare anche i mezzi pesanti (ora c’è il divieto per quelli che a pieno carico superano le 7,5 tonnellate), per garantire una viabilità alternativa di collegamento tra la superstrada e l’A11 durante i lavori sulla Fi-Pi-Li. La Regione ha stanziato mezzo milione di euro, che dovranno essere utilizzati dalla Provincia di Pisa per la manutenzione della Sp Bientinese: «Si tratta di un budget al quale la Provincia potrà attingere per gli interventi che si renderanno necessarie – spiega Carmassi –. Ma serve ben altro: un nuovo tracciato di 14 chilometri, parallelo a quello attuale. Un vecchio studio di fattibilità del 2008, individuava la forbice d’investimento tra i 38 e i 45 milioni. È ipotizzabile sia salita a 40-50 milioni. Si tratta di cifre importanti, dovute anche alle caratteristiche del terreno. Spero che si vada in questa direzione, con il supporto di fondi europei». Dario Carmassi e il suo collega di Castelfranco di Sotto, Gabriele Toti,hanno anche chiesto alla Regione un incontro sul tema, che non è ancora stato convocato. —

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