Intervista doppia a Ceccardi e Betti sulla conquista leghista di Cascina nel 2016

 Il sindaco: "altro che ciclo, una fiammata". E lei risponde per le rime: "la fiammata la farai tu"

Due punti di vista a confronto sulla vittoria nel 2016 della Lega a Cascina. Un ciclo che doveva aprirsi, la speranza di arrivare a controllare la Regione e poi la riconquista della città da parte del Pd. Una storia in movimento raccontata da due protagonisti.

IL PUNTO DI VISTA DI MICHELANGELO BETTI CASCINA.

Cinque anni fa, il 19 giugno 2016, la bandiera verde della Lega iniziò a sventolare sul municipio di Cascina. I politici del Carroccio parlarono di svolta epocale. E così commentatori politici e media. Con qualcuno che preconizzava un ciclo lungo, coincidente con l’egemonia del Partito democratico nel secondo comune del Pisano. La vittoria di Michelangelo Betti alle ultime amministrative ha costretto tante voci al ruolo di cattivi profeti. E ora il sindaco ne approfitta per storicizzare, con la sua visione, quella che al di là di tutto rimane la storica vittoria di Susanna Ceccardi, di cui oggi è il 5° anniversario.

Sindaco, l’onda verde è entrata in risacca?

«I protagonisti di quel successo elettorale lo presentarono come l'apertura di un ciclo amministrativo di lungo termine e ci fu un clamore mediatico che dette credito a questa lettura. È stata invece una fiammata. Quel gruppo di nuovi politici ha utilizzato l'amministrazione comunale come clava ideologica, dimenticandosi i cittadini. Quel gruppo di nuovi politici, che in questi mesi avrebbe dovuto trovare il giudizio dei cittadini sul proprio operato, ha abbandonato Cascina. La loro ascesa al parlamento nazionale o a quello europeo non ha portato benefici a questo territorio e la loro presenza si limita a iniziative elettorali. La bocciatura dei cascinesi è evidente. Il 19 giugno 2016 la candidata leghista a sindaco ottenne 8.897 voti al ballottaggio. Nel 2020 il centrosinistra ha ottenuto 9.351 voti al primo turno e la coalizione allargata ha raggiunto 11.088 voti al ballottaggio. Il centrodestra si è presentato diviso, ultimo segnale di una fiammata spenta. In meno di un mandato amministrativo».

Ora tocca a voi essere all’altezza...

«La responsabilità ora è grande e gli amministratori la sentono. In questi primi mesi, fino a fine aprile, abbiamo dovuto misurarci con gli effetti della pandemia, ma l'impegno per una reimpostazione dell'attività amministrativa è partito, come anche quello per una crescita del livello di partecipazione dei cittadini».

Oggi festeggerete?

«Il 19 giugno 2021 gli amministratori tiferanno Cascina nella finale per l'accesso alla serie D e saranno su corso Matteotti per premiare le scuole del progetto di cultura costituzionale che ha coinvolto ufficio scolastico provinciale, Anpi e le quattro conferenze di zona. Due appuntamenti di normale attività amministrativa». —

 

 

IL PUNTO DI VISTA DI SUSANNA CECCARDI

CASCINA. La leonessa di Cascina 5 anni fa guidò la Lega nella storica vittoria alle amministrative. Doveva essere una marea che avrebbe portato a conquistare la Toscana, ma andò diversamente. Susanna Ceccardi, oggi europarlamentare, non ritiene che quell’esperienza sia finita. E risponde per le rime a Betti.

Cosa ricorda con più piacere di quella vittoria?

«Il primo ricordo è la serata della vittoria. Tante persone in piazza, da tutto il comune e anche da fuori. Una vittoria che fu interpretata come una liberazione e anche come una riscossa da parte di tutti. Mi ricordo le lacrime agli occhi di una signora che ricordava il padre, ormai scomparso, che aspettava quel momento da tutta la vita e che per poco non è riuscito a vederlo».

Qual è il risultato di cui va più fiera come sindaco?

«Abbiamo dato il via a tanti progetti rimettendo in sesto le casse del Comune. Abbiamo trovato una situazione di bilancio disastrosa, con la mia squadra ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo risanato il bilancio dell’ente, recuperando anche dal piano delle alienazioni strutture importanti come il teatro Bellotti Bon. Abbiamo investito nelle scuole e nell’efficientamento energetico. Ci siamo mossi in una direzione che fosse quella della sostenibilità e della cura delle aree verdi e dei parchi oltre che investire sulla sicurezza».

Qualche rimpianto?

«Solo uno, legato all’ultima fase, e riguarda le incomprensioni con il vicesindaco Dario Rollo. Una frattura che ha portato alla divisione in campagna elettorale che abbiamo pagato con la sconfitta. Da parte nostra abbiamo fatto il possibile, umanamente e politicamente per evitare la spaccatura e per ricucire. Ma forse dall’altra parte questa volontà non c’era».

Betti oggi parla di quella vittoria come di una “fiammata”. Cosa risponde?

«La fiammata l’avrà Betti. Ho aspettato a dare giudizi in attesa di vedere come si muoveva la sua giunta ma posso dire, dopo mesi, che hanno dimostrato la più totale impreparazione dal punto di vista amministrativo per guidare un Comune complesso come Cascina. La sua è una amministrazione scarsamente incisiva, ancorata alle ideologie e senza prospettive. Vogliono cambiare i regolamenti come quello sulle case popolari solo per scelte ideologiche. Il mio è un giudizio negativo». —