Aggredito a martellate per essersi seduto sul cofano di un’auto

Ci sono un testimone e un referto che confermano l’aggressione, mentre l’accusato dice di aver solo impugnato lo strumento. Il pm ha chiesto di archiviare

CASCINA.  Considerato che ci sono un testimone, il referto dell’ospedale e l’ammissione parziale da parte dell’accusato, all’avvocato Roberto Nocent è parsa strana la richiesta di archiviazione da parte del pm Egidio Celano per un suo cliente aggredito e colpito con una martellata al polso in un parcheggio al centro commerciale di Navacchio. E così ha deciso di opporsi all’archiviazione, chiedendo che il processo venga celebrato.

I fatti risalgono a un anno fa. Quasi esattamente. Siamo nel 17 giugno del 2020 e due amici stanno chiacchierando nel parcheggio del centro commerciale. Forse hanno bevuto qualche bicchiere di troppo, ma sono per i fatti loro a discutere. Solo che scelgono il posto sbagliato per sedersi.


Si appoggiano a un’automobile e uno di loro, così emerge dalle dichiarazioni rese, si siede sul cofano. Qualche minuto dopo si palesa anche il proprietario del mezzo posteggiato e la sua reazione, alla vista dei due amici, non è proprio di felicità raggiante come quando ci si trova di fronte a una bella sorpresa.

Non apprezza il fatto che stiano sul suo cofano e lo fa capire senza mezzi termini. Da lì nasce un diverbio che si prolunga e s’inasprisce sempre di più. E a un certo punto la situazione peggiora decisamente.

Mentre stanno ancora continuando a litigare, questa la versione della parte offesa, il proprietario dell’automobile va sul posteriore, apre il baule e tira fuori un martello. E non si sarebbe limitato al semplice far comparire l’arma, perché qualche attimo dopo la discussione sarebbe degenerata in un’aggressione a tutti gli effetti contro uno dei due amici.

L’uomo con il martello, ancora secondo la testimonianza dei due amici, si fa sotto come per aggredirli. Alza il braccio armato sopra la testa e cala un fendente verso il basso.

Uno degli amici, quello a portata di tiro, si ripara la testa con un braccio e viene centrato in pieno dal colpo. Frattura all’avambraccio. Questa la sua versione. La persona sotto accusa invece ha raccontato di avere sì preso il martello, ma di non averlo usato per colpire lo sconosciuto nel parcheggio.

Versioni che non coincidono, anche se c’è un particolare: l’uomo che sarebbe stato aggredito andò in ospedale e lì gli fecero un referto che attesta che quel giorno si procurò una ferita all’arto.

A confermare la sua versione c’è quella dell’amico che era con lui che conferma i punti chiave: la presenza del martello e l’aggressione, oltre tutto il resto. L’avvocato chiede che il caso non venga archiviato. La decisione ora spetta al gip Giuseppe Laghezza. —

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