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Rifiuti tessili, ex consigliere comunale di nuovo in cella. L'accusa: «Regista degli smaltimenti illeciti»

I cumuli di rifiuti tessili sequestrati in via del Nugolaio a Navacchio

Conosciuto imprenditore edile ed immobiliare, la Procura gli contesta 818mila euro di profitti: l'inchiesta partita in via del Nugolaio a Navacchio. In tutto sono 8 gli arrestati: i nomi

CASCINA. ll regista occulto di un giro di smaltimento illecito di rifiuti tessili prodotti a Prato e destinati allo stoccaggio illegale tra Cascina, le Marche e anche regioni del Nord Italia. Un sistema che dal dicembre 2017 al settembre 2019 avrebbe movimentato 3.764 tonnellate di scarti speciali non pericolosi per un profitto di 818mila euro.

Alberto Rocchi, 51 anni, di Cascina, conosciuto imprenditore edile e immobiliare, ex consigliere comunale, è stato arrestato con l’accusa di essere il promotore di un’organizzazione a delinquere finalizzata a far sparire i rifiuti del tessile pratese, quasi esclusivamente di provenienza cinese, con mezzi e procedure ritenuti fuorilegge. Utilizzando ad esempio documenti falsificati, ditte con partita Iva cessate o cancellate dal registro degli operatori autorizzati a lavorare nel settore dei rifiuti. Una girandola di immatricolazioni e intestazioni di autocarri e sedi sociali da rompicapo.

Alberto Rocchi


Per il traffico e lo smaltimento degli scarti di lavorazione è capitato che Rocchi si mettesse anche al volante di un autocarro. Erano casi eccezionali. Il suo ruolo era più defilato, ma preminente. Il contatto con i clienti, la scelta dei capannoni dismessi o defilati e dei soggetti che poi materialmente facevano sparire i rifiuti.

Un’attività portata avanti nell’ombra, secondo le accuse della Direzione distrettuale antimafia di Firenze (competente per i reati contro l’ambiente), muovendo le sue pedine con intestazioni di aziende a prestanome, di fatto figurando sempre con l’amministratore di fatto. È l’operazione “Tex Majhong” (8 arrestati e 26 indagati) condotta dalla polizia municipale di Prato e alla quale hanno collaborato nel 2018 anche i colleghi di Cascina. È in un terreno in via del Nugolaio 70 a Navacchio che nel 2018 la municipale scopre decine di tonnellate di rifiuti tessili con origine pratese. È la scoperta che dà il via all’indagine.



L’area era gestita dalla società Cascina e Servizi intestata a Roberto Salandin, 62 anni, di Navacchio (solo indagato), ma per la Procura era Rocchi l’unico dominus.

Nell’elenco dei 34 coinvolti nell’inchiesta oltre a Rocchi e Salandin compare anche come indagato Eliseo Gerbi, 55 anni, di Pisa, amministratore unico fino al luglio 2019 della Natural Power Service società cooperativa.

Nel sottolineare la necessità degli arresti in carcere per Rocchi, il gip del Tribunale di Firenze scrive che l’imprenditore «ha continuato ad operare illecitamente quando è stato posto agli arresti domiciliari, in questo modo anche il Bonistalli (altro arrestato, ndr) è rimasto del tutto indifferente al regime cautelare imposto al suo socio più stretto; gli indagati in questione hanno agito anche attraverso teste di legno a cui intestare formalmente le imprese a loro riferibili comunque dietro paraventi societari e svolgere un ruolo direttivo nei confronti della manovalanza impegnata nelle materiale operazioni, con la conseguenza che solo attraverso la restrizione in carcere è possibile interrompere la sua (Rocchi, ndr) capacità di proiettare nel futuro la propria condotta illecita potendo altrimenti continuare a dare disposizione operative o comunque comunicare direttive e ordini su WhatsApp o altre piattaforme non intercettabili o attraverso mail nel caso di detenzione domiciliare».

Una figura di imprenditore spregiudicato che torna di nuovo in cella. —

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