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Le danno il green pass ma prima e seconda dose sono fatte con vaccini diversi

La prima somministrazione Astrazeneca e la seconda Johnson: il caso all'hub di Ospedaletto a Pisa. L’Usl rassicura: «Solo un errore di trascrizione» 

CASCINA. Prendi il green pass, ti appresti a rientrare nel mondo da cittadina libera e a goderti...un attimo, qualcosa non è andato per il verso giusto. Su quel bel pezzo di carta che promette autonomia e libertà, c’è qualcosa che non va. La prima dose risulta fatta con Astrazeneca. E fin qui tutto bene. La seconda, appena fatta, è corretta fino alla data. Il vaccino riportato però è Johnson&Johnson, il monodose. E alla malcapitata prende una certa agitazione.

È successo qualche giorno fa a una cittadina cascinese che era andata a farsi inoculare la seconda dose del vaccino al centro vaccinazioni di Ospedaletto a Pisa. Il sospetto è terribile: avranno sbagliato la seconda dose? Avranno iniettato un vaccino differente dal primo? E poi la paura per le conseguenze.


La donna torna sui suoi passi, perché dell’anomalia sul suo green pass si è accorta soltanto arrivata in automobile. Un’occhiata meno distratta prima di partire e quel dettaglio che non sfugge: al richiamo non c’è scritto Astrazeneca, ma Johnson&Johnson.

Una volta tornata dentro chiede spiegazioni agli addetti che inizialmente la costringono a un’ulteriore, snervante attesa. C’è infatti un problema ai sistemi informatici (non è la prima volta che accade) e i computer sono bloccati. Dunque passa ancora un po’ di tempo prima che si possa accedere ai sistemi. Nel frattempo alla donna viene chiesto il codice fiscale per recuperare il suo certificato. Quando i sistemi tornano operativi la ricerca non produce alcuno scostamento rispetto a quanto scritto sulla carta: risultano due vaccini differenti.

La signora ovviamente pretende delle spiegazioni. L’idea che possano averle inoculato due vaccini diversi, uno dei quali peraltro non richiede una seconda dose, la preoccupa particolarmente. Le conseguenze sono tutte ipotesi e nessuna sembra rassicurante a pensarci sul momento.

Il medico la rassicura, garantendo che si sia trattato esclusivamente di un problema relativo alla trascrizione sul green pass ma non c’è stato nessun errore nella somministrazione. La signora insiste e il medico garantisce, dicendole che quel foglio si può buttare. L’Usl Toscana Nord Ovest, contattata da Il Tirreno, conferma: “C’è stato un errore di trascrizione ma i vaccini non sono stati invertiti”. La signora sta bene, a parte una piccola febbricola. —