Liceo San Miniato, i genitori: «I nostri figli senza scuola»

A 100 giorni dalla prima campanella i genitori degli studenti beffati dalla bocciatura del nuovo indirizzo al Marconi scrivono al direttore dell’ufficio scolastico regionale

SAN MINIATO. Tra cento giorni esatti suonerà la prima campanella del nuovo anno scolastico. E sedici ragazzi, che si stanno preparando all’esame di terza media, non sanno quale scuola frequenteranno. No, non è colpa loro. E neanche dei loro genitori: non c’è stata nessuna negligenza. Gli studenti avevano fatto la loro scelta e l’iscrizione era stata accolta dall’istituto.

Ma poi pochi giorni fa, si è scoperto che sedici ragazzi sono troppo pochi per dare il via all’indirizzo audiovisivo-multimediale all’artistico del liceo Marconi di San Miniato. E così gli studenti che ci avevano creduto – forti anche delle rassicurazioni del dirigente Gennaro Della Marca – ora sono rimasti senza scuola, visto che il Virgilio di Empoli per esempio, a iscrizioni ampiamente chiuse, dove è presente lo stesso audiovisivo-multimediale bocciato dal ministero a San Miniato – non può accoglierli in massa. Alcuni di loro hanno chiuso la faccenda ripiegando su altri indirizzi presente al Marconi. Ma non tutti. Una decina restano a spasso. Oltretutto per alcuni si tratta di una beffa nella beffa: si erano già iscritti al Virgilio, poi quando hanno avuto conferma dell’ok al nuovo indirizzo al Marconi, si sono cancellati per iscriversi a San Miniato.


Alle famiglie non resta che invocare «il massimo impegno da parte di tutte le istituzioni scolastiche per arrivare a una soluzione». Nessun processo, dunque. «Anche perché in questa fase non servirebbe a niente, quello che ci interessa è che sia data ai nostri figli la possibilità di frequentare la scuola che avevano scelto e che era stata garantita». Con questo obiettivo hanno scritto al direttore dell’ufficio scolastico regionale, Ernesto Pellecchia: «L’auspicio – spiegano i genitori – è che gestisca direttamente la vicenda o che comunque coordini i due provveditorati coinvolti (Pisa e Firenze). Una soluzione si deve trovare».

Nel frattempo arriva il secondo intervento della Lega sulla questione. Dopo il consigliere comunale Roberto Ferraro (che aveva chiesto «una decisa presa in carico della vicenda da parte delle autorità»), ora il suo collega in Provincia, Giovanni Pasqualino, annuncia «una serie di interpellanze per chiedere quante iscrizioni occorrevano per l’attivazione del nuovo indirizzo, quante ne risultavano al 31 gennaio scorso e cosa intende fare il presidente Massimiliano Angori, viste le numerose lamentele da parte dei genitori». Tutto questo alla luce del fatto che «il decreto presidenziale del 30 novembre 2020 della Provincia di Pisa approva l’istituzione del corso in questione, in quanto non presente né nella zona del Valdarno né nell’ambito territoriale limitrofo della Valdera e in considerazione del fatto che dai dati forniti dall’Osservatorio regionale educazione e istruzione, risulta un notevole numero di studenti residenti nei Comuni del Cuoio che si iscrivono a licei artistici di altri territori (Empoli, Lucca, Pisa, Cascina)». –