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Fucecchio, spaccio e taglio selvaggio degli alberi: così il degrado conquista le Cerbaie

Piante abbattute in maniera indiscriminata

Dura critica di Italia Nostra per la gestione del bosco: «Servono più controlli e iniziative per far rivivere la zona»

FUCECCHIO. Degrado, spaccio e rifiuti abbandonati nelle Cerbaie: stavolta a chiedere un cambio di passo è Italia Nostra, sezione Medio Valdarno Inferiore. L’associazione che si occupa di salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali, infatti, ci va giù duro per quanto riguarda le condizioni in cui versano i boschi delle Cerbaie: «Negli ultimi mesi – scrive l’associazione – abbiamo effettuato numerose segnalazioni (grazie a frequenti monitoraggi) alle autorità competenti circa l’abbandono di rifiuti, soprattutto nei nostri boschi, oltre che alcune escursioni per verificare lo stato delle zone in questione, tra cui in un’occasione era presente anche il sindaco di Fucecchio, Alessio Spinelli, che ha potuto constatare da vicino la problematica».

Gestione del verde


Una situazione insostenibile secondo Italia Nostra che aggiunge «il massiccio e intensivo taglio di alberi con abbandono di residui e mancata pulizia del bosco», perché «nei boschi delle Cerbaie vige ormai la brutta abitudine di lasciare mucchi di rami e legna in giro. Siamo inoltre sicuri che non siano state tagliate piante di pregio o secolari? Da segnalare quindi la rottura in vari punti delle recinzioni e le staccionate, probabilmente dovute a un passaggio scriteriato di mezzi meccanici». Da qui una richiesta chiara: «Sollecitiamo pertanto, oltre a maggiori e risolutivi controlli da parte di chi di dovere, una verifica della ditta appaltatrice, dei contratti e delle regole in essi contenute. Non riteniamo sia lecito e “regolare” questo tipo di intervento».

Problema spaccio

Degrado che è anche figlio dello spaccio. Secondo l’associazione, «gli spacciatori muovendosi di zona in zona, all’interno dei boschi, hanno lasciato e stanno lasciando rifiuti ovunque. Riteniamo necessario un intervento forte e soprattutto continuo. Sappiamo che la questione non è di facile risoluzione. Ma, «se non fosse possibile attivare un presidio fisso», occorrerebbe attivare «frequenti controlli», aggiungendo «iniziative ed escursioni anche nei sentieri meno battuti, uscite organizzate dalle tante associazioni presenti sul territorio, progetti di educazione ambientale, magari anche per le scuole, il tutto unito a una più attenta manutenzione e pulizia dei boschi, qualche risultato arriverà».

La soluzione

Per Italia Nostra, quindi, per cancellare o almeno limitare il degrado che si annida nelle Cerbaie, la soluzione è presto detta: rendere questi boschi nuovamente “vivi”, ma vissuti da chi va in bici, a far funghi o a fare una passeggiata o anche dagli alunni delle scuole, che sicuramente accetterebbero volentieri di passare qualche giornata all’aperto fra le fronde dei boschi. Perché, come segnala Italia Nostra (e non solo), il bosco non può più essere vissuto soltanto da chi sotterra le dosi e poi si nasconde in attesa del prossimo cliente che vuole reperire sballo a buon mercato. —

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