La Rotta piange il sorriso di Sara: «Sei andata via facendo quello che amavi»

La piccola comunità si stringe attorno alla famiglia Campinotti. Il fidanzato: «Voglio ricordarti con gli occhi pieni di gioia»

PONTEDERA. Non è stata una notte di sonno sabato a La Rotta. Nella frazione di Sara Campinotti in pochi hanno chiuso occhio, con il dolore che ha avvolto tutta una comunità per la scomparsa della ragazza di 27 anni sulla strada di Montecastello nel pomeriggio di sabato. La famiglia si è riunita, chiusa in un comprensibile silenzio da rispettare. E ancora non c’è una data per il funerale della giovane, bisognerà aspettare il nulla osta del magistrato data la dinamica.

Il ricordo più toccante, pieno di premura, lo affida ai social il fidanzato Michael, come lei appassionato motociclista e compagno di tante uscite su due ruote. «Te ne sei andata facendo la cosa che amavi di più in assoluto. Voglio ricordarti con gli occhi luccicanti e pieni di gioia che avevi ogni volta che mettevi quel casco. Ciao amore mio».


Una sospensione del tempo che stanno provando anche i tanti che a La Rotta conoscevano Sara fin da piccola. Disponibile, sorridente e appassionata. E con quella grinta che l’aveva portata da anni a essere un’appassionata di moto.

Una passione che pian piano è cresciuta e ha sempre più entusiasmato Sara. Che è cresciuta come motociclista, con attenzione e con la voglia d’imparare. E soprattutto di divertirsi, condividendo l’aria aperta con i suoi amici.

Quello che era Sara, la sua capacità di portare gioia e allegria si ritrova nel messaggio di un amico, Alessio, che la saluta così: «Non ci sono parole per descrivere lo strazio che ho dentro, voglio ricordarti col tuo sorriso e la tua voglia costante di essere felice. Grazie per tutto quello che hai saputo regalarmi, manchi e mancherai per sempre».

I cittadini de La Rotta sono ancora frastornati dal terribile lutto. Si stanno organizzando per dare un sostegno alla famiglia, vogliono aiutare. E soprattutto far sapere che ci sono. Ma questo è anche il momento del rispetto, dello stare sulla soglia per non invadere un dolore così profondo e intimo di una famiglia.

Mamma Maria, babbo Massimo e la sorella Chiara da sabato sono circondati dall’affetto dei più cari. Devono aspettare ancora per potere salutare per l’ultima volta Sara, ci sono i tempi delle indagini da attendere.

Sara continua a vivere nel ricordo di chi l’ha amata. «Ti ricorderò sempre vicina a me. La mia amica di curve. Ti ricorderò ogni volta che guardavo negli specchietti per vedere se c'eri ancora. Ricorderò il tuo sorriso e la gioa dei tuoi occhi superare la visiera del casco. Sarai sempre con me. Adesso vai, corri veloce, a tutto gas, senza limiti e ogni tanto, quando potrai, butta giù uno sguardo su di noi», scrive Fabio, un altro amico che con lei ha condiviso la strada. —

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