A 50 anni dalle imprese in bici Capannoli celebra la Ferretti

È in corso una ricerca di materiale fotografico sul periodo della squadra nei pro in cui vinse anche il Giro con lo svedese Pettersson guidato da Alfredo Martini

CAPANNOLI. Dire correva l’anno 1971 non è una frase fatta. Almeno in questo caso. Perché se quell’anno correva, lo facevano anche quelli in bicicletta per la Ferretti di Capannoli. Una corazzata. Che vedeva sul ponte di comando il grande nocchiero Alfredo Martini, diventato poi il “grande vecchio” del ciclismo italiano e non solo.

Andavano a tutta quelli in maglia bianco-celeste-blu, una livrea che richiamava i colori della mitica maglia che aveva visto fino a un paio di decenni prima prendere il volo al campionissimo Fausto Coppi: l’Airone, appunto.


Vinsero anche il Giro d’Italia, quelli della Ferretti di Capannoli. Proprio nel 1971: 50 anni fa esatti. Lo fecero con Gösta Pettersson, uno svedese che nella medesima squadra correva con gli altri tre fratelli. Quattro “vichinghi” in sella, come quattro erano i fratelli Ferretti (Renzo, Piero, Erasmo, e Gianpaolo)alla guida dell’azienda di famiglia. Sul podio del mercato delle cucine, sul podio delle imprese ciclistiche. Buone cucine componibili. Sul finire degli anni Cinquanta, quando gli economisti vedono nero sul futuro dei prodotti italiani, quasi fiutando le considerazioni degli esperti, i Ferretti, con le cucine cominciarono a fare concorrenza ai tedeschi su quel terreno molto particolare, andando perfino a infastidire i tedeschi negli Stati Uniti. A Capannoli, pensarono alla bici per farsi conoscere con quella corazzata che fece sognare gli appassionati del pedale.

Gösta, Erik, Sture e Tomas, tutti Pettersson. Pedalavano forte, eccome. Nel 1970, ai trent’anni di Gösta, tutti i fratelli decisero di passare tra i professionisti; e Gösta, non il più forte, ma il più intelligente, disse di sì alle avances di Alfredo Martini. Fu subito secondo al Tour. L’anno dopo vinse il Giro d’Italia, percorrendo i 3.567 km di quell’edizione in 97 ore 24 minuti e 3 secondi; secondo Herman Van Springel a 2’4”; terzo Ugo Colombo a 2’ 35”.

Imprese sul pedale. Se parlate con Franco Vita, oggi splendido e lucidissimo 89enne, vi farà ripercorre come fosse ieri quelle strade che allora fece alla guida dell’ammiraglia bianco-celeste-blu. E snocciola aneddoti, frasi, momenti, vittorie. Insomma, i momenti più belli.

Quei momenti che oggi, dopo 50 anni, a Capannoli si vogliono rivivere. Ecco perché l'amministrazione comunale sta organizzando una serie di eventi sul territorio comunale, in collaborazione con le associazioni locali, compatibilmente con l'emergenza Covid in corso. Una delle più belle cose, forse, sarà la realizzazione di una mostra fotografica, e per questo richiede a tutti i cittadini che abbiano a disposizione alcune fotografie dell'evento, di consegnarle a Daniele Ferretti, Renzo Cecconi, Giacomo Tognini e Stefano Casalini entro il 29 maggio. Questi sono i giorni del 104° Giro d’Italia. Un solo rammarico: non ci può essere il condottiero di allora. Quell’Alfredo Martini che a febbraio scorso avrebbe festeggiato il secolo di vita se non avesse “deciso” di andare sulle strade del cielo il 25 agosto 2014.

Non sarà difficile rimettere insieme i tasselli dei ricordi e mezzo secolo dopo fare una bella festa di quei momenti unici. —