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L’addio a Sara, la mamma scrive: ti ricorderemo come il nostro sole

La bara di Sara Campinotti durante l'ingresso in chiesa per il funerale (Foto Franco Silvi)

Pontedera, folla e lacrime al funerale della giovane morta in un incidente: "Angelo mio, sei sempre stata la mia luce. Eri così dolce..."

PONTEDERA. Ci sono un sacco di nuvole scure in cielo. Come un tappo grigio che sigilla il dolore. Poi, poco dopo le 11,30 – quando La Rotta applaude per l’ultima volta il suo angelo volato via troppo presto – uno squarcio di sereno illumina la chiesa.

Una bella foto di Sara con la sua giacca da centaura


«Ti ricorderemo come il sole, che ci guarda sempre da lassù». È la promessa di una mamma stravolta dalla sofferenza. Maria Giovanna si aggrappa al braccio del marito, Massimo. In mezzo a loro c’è Chiara. La sorella di Sara Campinotti, 27 anni, strappata alla vita – sabato della scorsa settimana -, su quella strada che aveva percorso mille volte. A poche centinaia di metri da casa sua. Nel paese che ieri mattina è stato avvolto dal silenzio della tristezza, del rispetto e dello sconforto.

«La morte di Sara è un avvenimento tragico che non può lasciarci indifferenti. La sua vita in questo mondo è finita. Non dobbiamo avere vergogna di piangere – dice don Wenceslas Karuta durante l’omelia -, il dolore entra dentro e fa male».

Sara è morta in sella alla sua moto. Fatale, per lei, è stato lo scontro con un mezzo di grossa cilindrata, sulla via di Montecastello, all’altezza del piccolo sottopassaggio che segna il confine de La Rotta. Sara su due ruote si sentiva libera. E grazie alla sua passione aveva conosciuto Michael. Una relazione fresca, che stava affondando le radici in due cuori giovani.

Il fidanzato di Sara abbraccia gli amici, soffre in un angolo della chiesa cercando di farsi forza.

La lettera della madre

«Proveremo ad andare avanti come avresti voluto tu. Anche se non sarà semplice. I tuoi amici saranno i miei – c’è scritto nella lettera firmata dalla madre di Sara, letta dall’altare da un’amica di famiglia -, e insieme ti ricorderemo in ogni occasione». Centinaia di persone, dentro e fuori la chiesa. Le lacrime scorrono sui volti delle amiche di Sara, dei loro genitori, dei conoscenti. La Rotta è un paese che singhiozza, ricorda e si commuove. Le parole di mamma Maria Giovanna scorrono dagli altoparlanti come un fiume di strazio.

«Angelo mio – scrive alla figlia – sei sempre stata la mia luce. In questi giorni di lutto e dolore ho avuto l’ennesima testimonianza di come eri. Sensibile, dolce, di cuore. Chi ti ha conosciuto ha trovato una persona speciale. Ho saputo dai tuoi amici che sei stata vicina a ognuno di loro nei momenti in cui avevano bisogno, la tua sensibilità è sempre andata oltre a tutto».

Il funerale finisce tra gli applausi. La famiglia è travolta da un’ondata di affetto. Abbracci profondi. Parole sussurrate all’orecchio. «Ce la faremo, supereremo anche questa. Ce la faremo, vedrai», dice un uomo stringendo la mamma di Sara. Il padre saluta tutti, decine di adolescenti raggiungono Chiara. Lei piange, prova ad asciugarsi le lacrime che non smettono di uscire. La sua sorellona non c’è più. «Era capace di ridere, anche per ore. La sua solarità era unica», ricorda un’amica.

Tanti mazzi di fiori accompagnano Sara nel viaggio verso il cimitero de La Rotta. Curva dopo curva. Su quelle strade in cui è cresciuta, in cui ha coltivato amicizie, scambiato confidenze, sfogato la rabbia. Su quell’asfalto che otto giorni fa ha fatto finire tutto. Distruggendo una famiglia, togliendo la voce a un paese intero. Una piccola comunità alle porte di Pontedera che ancora oggi non vuole crederci. Sara ora apre il gas tra le nuvole e sfreccia nel cielo. Guardando dall’alto tutte quelle persone che le hanno voluto bene. E che non smetteranno mai di ricordarla. Col suo sorriso che sapeva illuminare anche le giornate più scure.