Muore in moto a 27 anni: lo spirito di avventuriera dietro un sorriso dolcissimo

Sara e la sua moto dopo l'incidente

Il ritratto della donna che ha perso la vita in un incidente in località Pietroconti, a Pontedera. Da poco aveva preso la moto nuova

PONTEDERA. «Abbiamo frequentato le superiori insieme, al Fermi di Pontedera. Da un po’ di tempo ci sentivamo raramente, ci eravamo un po’ perse di vista, ma eravamo comunque in contatto. La seguivo sui social, ho visto che aveva preso la moto nuova da poco. A scuola ricordo che era un uragano di simpatia, sempre allegra e spensierata». Tatiana Pasqualetti è incredula. Ha da poco saputo che Sara Campinotti, 27 anni, non c’è più.

Lo scontro con un mezzo di grossa cilindrata sulla via di Montecastello l’ha strappata alla vita, nel primo pomeriggio di ieri. «Ha sempre avuto la passione per le due ruote. Non posso credere che sia finita così, sono sconvolta», dice ancora la giovane. Sara abitava a La Rotta – con mamma Maria, babbo Massimo e la sorella Chiara – piccola frazione a pochi passi dal centro di Pontedera. Un paese in cui si conoscono tutti, dove il senso di comunità è forte e radicato.


Qui, Sara aveva frequentato la scuola dell’infanzia, insieme agli altri bambini del posto. «Era una bimba bellissima, ricordo bene quando veniva ai compleanni di mio figlio Andrea. Non riesco a smettere di piangere. Per La Rotta è un giorno terribile». Sono le parole di Belinda Caglieri, figura storica della frazione e molto attiva, da anni, in ambito sindacale e politico. «Nel primo giorno di scuola elementare – racconta ancora Caglieri – scattai una foto a mio figlio, e insieme a lui c’era proprio Sara. Da piccola era silenziosa, come Andrea. La sua è una famiglia straordinaria, il dolore dei familiari è il dolore di tutto il paese. Non si può morire così giovani, non è giusto. Queste cose lasciano una ferita nel cuore».

Una volta terminate le superiori, Sara aveva iniziato la vita dei “grandi”. Fino a qualche mese fa era impiegata in ufficio in un’azienda di Fucecchio. Sorridente, ma determinata in ogni cosa che faceva. La moto le dava un senso di libertà, assecondava il suo spirito avventuriero. Chi ha conosciuto Sara la ricorda come una ragazza solare, amante delle piccole cose, dei viaggi e della natura. Generosa, disponibile, sempre pronta ad aiutare gli amici. Amava parlare, raccontarsi e ascoltare. Col passare degli anni, le amicizie l’avevano portata spesso lontano da La Rotta, dove comunque tutti hanno ben impressi nella mente la sua risata contagiosa e i suoi modi di fare gentili e delicati. «In questo momento ogni discorso è superfluo. Di sicuro c’è che l’intero paese è scosso da un episodio atroce, che getta nello sconforto più totale tutti gli abitanti. A La Rotta siamo una grande famiglia – conclude Belinda Caglieri – e siamo abituati a condividere tutto. La morte di Sara è un macigno che pesa tantissimo, impossibile da digerire e da comprendere. Non verrà mai dimenticata, e nonostante il destino abbia deciso di farla volare via, rimarrà nei nostri cuori per sempre». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA