Sgs era compromessa e si corse ai ripari

Chiazze blu nei terreni dopo il trattamento con i fertilizzanti derivati dal trattamento del carniccio

Per la Dda l’avvocato Benedetti lavorò per aggirare i provvedimenti

Rifiuti tossici fatti passare per rifiuti dannosi. Società non più funzionali allo scopo che devono trasformarsi in qualcos’altro per ritornare utili. Sempre di operazioni di trasformazione del “non presentabile” in “presentabile” si tratta. Maquillage. E quello che sarebbe accaduto con le ceneri delle concerie, rese rifiuto innocuo, avrebbe un suo corrispettivo nella creazione di una nuova veste giuridica, e nome, al Consorzio Sgs, finito al centro dell’inchiesta Blu Mais, che anticipa di un anno quella Keu.

Così, gli investigatori della Direzione distrettuale antimafia, si spiegano il passaggio tra 2018 e 2019 dalla società Sgs alla società Hydro, sorta dalle ceneri della prima, in fondamentale continuità di mandato e obiettivi. Smaltire i rifiuti conciari di natura animale.


Secondo la procura, uno dei più attivi nella trasformazione della società è Alberto Benedetti, consulente legale dell’Associazione Conciatori di Santa Croce. Per gli investigatori si sarebbe attivato “per rendere infruttuose le varie forme di misure cautelare reale o di sequestro in via amministrativa, che le autorità avrebbero potuto applicare alla Sgs”. Sulla società infatti c’erano già accertamenti in corso per reati legati all’inquinamento ambientale.

È l’inchiesta Blu Mais. Il caso delle strane chiazze blu che spuntavano nel terreno, denunciate già a partire dal 2013 da diversi agricoltori. I prodotti incriminati sono i fertilizzanti Natifer e Carbocal, che il Consorzio Sgs produce a partire dal carniccio che arriva da 230 concerie. Per la magistratura non si tratterebbe di fertilizzanti – i rilievi tecnici segnalano altissime concentrazioni di cromo esavalente e idrocarburi – quanto di un metodo per cercare di risparmiare sullo smaltimento di rifiuti inquinanti, fanghi e carniccio.

Il cromo e gli idrocarburi che torneranno in questi giorni nel Keu, le ceneri da combustione dei fanghi conciari, che sempre secondo i magistrati venivano mischiati con materiali di scarto e poi interrati nei cantieri. Venduti come inerti non pericolosi.

Nel novembre 2018 i carabinieri ascoltano il presidente dell’Associazione Conciatori Alessandro Francioni parlare con Leonardo Volpi, presidente di Sgs. Gli avrebbe riferito che l’avvocato Benedetti lo avrebbe chiamato «per eliminare i vecchi consiglieri». Questo è il momento in cui, secondo gli investigatori, prende forma l’idea di dare una nuova veste giuridica a Sgs, perché “compromessa per varie vicende giudiziarie”. Come farlo? Escludendo «i precedenti consiglieri indagati».

Quattro mesi dopo in effetti viene costituito la società Hydro, che eredita in toto l’attività d’impresa di Sgs. L’operazione Blu Mais, con quattro arresti e sequestri di oltre tre milioni di euro, ha sepolto definitivamente Sgs. Ma qualcuno lo smaltimento di quei rifiuti dalle concerie dovrà pur farlo.

Per farlo serve un permesso, chiamato Autorizzazione integrale ambientale (Aia), e che proprio Benedetti aveva chiesto alla Regione di volturare il 29 marzo. La pratica però era ferma. Nel giugno successivo, parlando al telefono con Nicola Andreanini, direttore del settore trattamento acque di Aquarno, Benedetti gli fa presente che per l’Aia manca ancora la firma della società assicuratrice. Il suo interlocutore avrebbe promesso di attivarsi per ottenerla.

«In buona sostanza – commentano in merito gli inquirenti – emerge che il Benedetti era consapevole che la nuova società era costituita al solo scopo di operare con uno strumento in qualche modo più presentabile della compromessa Sgs». Ed è questo dunque che starebbe dietro la creazione di Hydro: un’operazione di pulizia della facciata. «Il legale –si legge sempre nelle carte – si adoperava per evitare che venisse alla luce la mancata sottoscrizione, relativa a Hydro, della polizia assicurativa, in un momento in cui la società era già operativa». —

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