Scandalo concerie, scricchiola il fortino intorno alla sindaca Deidda

La prima cittadina di Santa Croce arroccata in municipio, il Pd rinvia l’assemblea e la Lega interroga il ministero

Il rifiuto di parlare con i giornalisti che chiedono un’intervista sulla porta del palazzo comunale. Il Pd di Santa Croce che domenica convoca un’assemblea per ieri ma, a poche ore dall’appuntamento, tutto viene rinviato a data da destinarsi. Il timore che «venga fatta dimettere» espresso da un personaggio dell’entourage della sindaca. Il tema è proprio questo: quanto è solida politicamente la posizione di Giulia Deidda dopo l’iscrizione nel registro degli indagati nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) e le tante intercettazioni che la descrivono come il tramite con la Regione degli interessi dei conciatori? Di solito tre indizi fanno una prova. Ma per capire il futuro di Deidda si dovrà attendere ancora.

NO COMMENT


Intanto lei fa la spola tra il municipio e la sua abitazione. Ieri, ai giornalisti assiepati sulla porta del palazzo comunale, per due volte ha fatto dire dalla responsabile della segreteria del sindaco, Antonella Strozzalupi, che non voleva incontrarli. Segnali di chiusura dopo il post su Facebook, all’indomani del blitz effettuato dai carabinieri, in cui diceva di voler continuare a fare la sindaca di Santa Croce e lavorare per il bene della cittadina. Oltre alle indicazioni dei legali, probabilmente sta attendendo un cenno dai “grandi assenti” in questa fase della vicenda, il Pd e l’Associazione conciatori, ente che non ha ancora detto una parola sul caso che rischia di generare un effetto domino catastrofico per uno dei distretti produttivi più importanti d’Italia.

IL GRANDE ASSENTE

Il Partito democratico sta lanciando altrettanti segnali di “assenteismo” che la dicono lunga sulla situazione vissuta all’interno dei dem. Ivetta Parentini, che guida la segreteria Pd di Santa Croce, domenica ha convocato un’assemblea per ieri alle 18. Ma quattro ore prima dell’appuntamento ha disdetto. «L’assemblea è stata annullata per miei problemi personali», spiega Parentini, la quale risponde così alla domanda sui tempi per una nuova convocazione: «Non so dirlo, comunque sarà a breve». In ritardo anche quella che viene definita “l’intercomunale”, la riunione tra le segreterie Pd dei cinque comuni del comprensorio che si sarebbe dovuta svolgere nei giorni scorsi, ma che è stata rimandata. E il fatto che nessun esponente del partito sia stato presente al presidio della Cgil lascia intendere che ci siano discussioni in atto sulle posizioni da prendere rispetto alla sindaca Deidda. Anche se Parentini sembra sicura: «La nostra posizione nei suoi confronti è di fiducia, perché è indagata, non certo già condannata».

L'INTERROGAZIONE

E in tutto questo silenzio dei “diretti interessati” gli “oppositori” si muovono, eccome. Il deputato della Lega Edoardo Ziello ha presentato un’interrogazione al ministero della Transizione ecologica per chiedere quali interventi siano in programma per «appurare la situazione ambientale del suolo e delle acque del territorio toscano e in particolar modo quello di Pisa, garantendo la salute dei cittadini e anche valutando un diretto intervento del ministero per la bonifica delle aree inquinate». Ziello fa sapere anche di aver preso accordi con la sottosegretaria all’ambiente Vannia Gava per un sopralluogo.

PARTE SANA DELLA CONCIA

Il Movimento 5 Stelle di Santa Croce, Castelfranco, Fucecchio, San Miniato e Montopoli spiega che «la più grossa paura è che il sistema descritto sia la normalità e non l’eccezione. Pensiamo che sia arrivato il momento di reagire, perché il forte scossone di questi giorni porti ad una reazione da parte di tutto il territorio. Vorremmo pertanto che la parte sana del nostro mondo conciario diventi protagonista di una nuova fase in cui le problematiche non siano più taciute, ma affrontate con coraggio e trasparenza, in modo da trovare soluzioni e ristabilire fiducia in un comparto e in un territorio che si è visto dipingere come nessuno vorrebbe. Sul fronte delle indagini in corso, chiediamo poi, a tutti, soprattutto alla politica e al mondo imprenditoriale, di cercare da subito la verità senza aspettare che sia poi fra anni la magistratura a stabile una verità processuale».

NO A A DIFESA ACRITICA

Dopo aver chiesto le dimissioni di Deidda insieme ad altri esponenti del centrodestra, i responsabili della Lega di Santa Croce Alessandro Lambertucci e Valentina Fanella aggiungono che «difendere in modo acritico l’operato politico di Giulia Deidda significa in qualche modo accettare politicamente i metodi censurati dall’indagine e, in qualche modo, conferirgli una legittimità che assolutamente non meritano. Anzi, a ben vedere, sono proprio le forze politiche che nella sindaca Deidda avevano creduto quelle che, per prime, sentendosi tradite, dovrebbero contestarne l’operato».

FINANZIAMENTO A RISCHIO

Un caso che davvero rischia di fare danni a centinaia di famiglie che vivono direttamente o indirettamente grazie alle concerie, come sottolineano il capogruppo di Forza Italia a Fucecchio Simone Testai e la consigliera comunale Sabrina Ramello: «Le conseguenze del quadro di indagine che sta emergendo non devono ricadere sulle imprese e sui lavoratori, sul futuro produttivo e sullo sviluppo di quel percorso di eccellenza della qualità nella ricerca e nella formazione della manodopera: a questo proposito ci domandiamo a esempio se i previsti finanziamenti da parte della Regione Toscana per Poteco, il Polo tecnologico conciario, subiranno modifiche e per questo presenteremo delle interrogazioni anche in merito ai procedimenti di finanziamento in atto relativi all’ampliamento di Poteco». —

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