Quell’arrivo di Rocco per ridare dignità a Ivo e Sirio, fratelli che riportò alla vita

Da sinistra Rocco Lo Prete e Ivo Pardini

La bella vicenda a Vicopisanoche ha visto protagonista un calabrese emigrato in Argentina e due uomini di Vicopisano che facevano i pastori 

VICOPISANO. Iniziare scrivendo Rocco e i suoi fratelli è fin troppo facile. Ma non banale, come può sembrare a prima vista, rifarsi alla storia narrata sul grande schermo da Luchino Visconti di una famiglia meridionale che, essendo morto il capofamiglia, emigra a Milano. Rocco, nel caso nostro è Rocco Lo Prete. I suoi fratelli sono - o meglio erano - due.

Trovati lungo la strada della vita, quando questa volge al tramonto. Il destino glieli ha messi davanti una ventina di anni fa, improvvisamente. Scovati in Toscana, lui che è calabrese di nascita e ha trascorso più di messo secolo nell’altro mondo, in Argentina.


Un animo gentile, sensibile, aperto ai bisogni di chi gli sta vicino. Al mondo intero. Così come quando incontrò questi due uomini che elesse a suoi fratelli. Senza pensarci due volte. Sirio Pardini è morto il 23 agosto 2013 a 78 anni; Ivo Pardini è morto il 12 marzo scorso a 85 anni. Abitavano in località Spazzavento, non lontano da Vicopisano. Dice che facevano i pastori, ma le pecore da tempo non brucavano nei paraggi.

«Arrivarono ad averne anche 70», racconta Rocco Lo Prete. Era approdato anche lui a Spazzavento dopo aver conosciuto per caso Ivo in Calabria, tornato dall’Argentina. A Buenos Aires aveva lasciato la moglie Demetria e due figli Carlo Alberto (avvocato) e Daniele Vincenzo (paleontologo) per rientrare nel Vibonese nel minuscolo paesello di Coccorino.

Era partito da lì quando aveva 13 anni con i genitori a cercar fortuna nel “Nuovo mondo”. Là frequentò un po’ di scuole, ma non ne aveva granché bisogno perché le cose le ha imparate dalla vita. Sul campo e per la strada. «Ho imparato un sacco di cose, più che altro la decorazione del legno. Ma soprattutto ad apprezzare quello che ho e ad aiutare il prossimo» dice.

E ne va fiero, in un italiano che sembra aver sempre parlato anche negli anni in America Latina. Nel proseguo dell’intervista Rocco ripeterà più volte che «amo l’Italia con tutta l’anima e con tutto il cuore».

Come ripeterà che quei due fratelli, Ivo e Sirio, «avevano veramente bisogno di cure» e lui se ne prese. Disinteressatamente. Ivo e Sirio avevano perso l’amore per i loro beni e la cura per se stessi. Rocco divenne il loro fratello maggiore. Insegnò di nuovo l’Abc del vivere. A nutrirsi bene, a bere meno vino. E Ivo e Sirio gli davano retta, riconobbero in lui un vero amico. Noi diremmo un benefattore. E anche il buon samaritano

«Pensi – racconta Rocco con molta cordialità e anche emozione – che sono tornato delle volte a trovare i miei in Argentina e per tre volte mi portai Ivo. Non sapeva neppure come e cosa fosse un aereo prima di allora. A Buenos Aires conobbe la mia famiglia; tutti ne furono contenti».

Il 2 febbraio scorso muore anche la moglie di Rocco, Demetria, e contemporaneamente il cane Geremia. Con la scomparsa, da lì a qualche giorno di Ivo, ora è rimasto davvero solo al mondo. Anzi, no. La sua sensibilità e la sua bonomia l’hanno fatto apprezzare da tutti a Vicopisano.

E Nicola Strumia, per esempio, che gestisce un agriturismo da quelle parti ne è amico fraterno da tempo. Lì, sul ponte, ha esposto un cartello: “Quando passi di qui, saluta sempre Rocco: nei suoi occhi ti saluteranno i suoi fratelli Ivo e Sirio” c’è scritto. Perché Rocco li porta nel cuore. E una volta che la pandemia finisce alla spalle ha un obiettivo: insegnare a tutti a fare i cesti intrecciando il legno dolce e i salici. «Ne faccio di qualsiasi forma e misura e vorrei che quest’arte non andasse persa».

Chi passa da quelle parti, chi ha visto le “opere” intrecciate ne rimane esterrefatto. Se le porta a casa. Anche i turisti che prima del Covid soggiornavano nei dintorni di Vicopisano,o lì andavano ad ammirare la torre del Brunelleschi, se li compravano quei cesti e se li portavano a casa. Un bel ricordo e un premio all’ingegnosità di Rocco Lo Prete.

Nato in Calabria, emigrato in Argentina, venuto a Vicopisano ad aiutare chi ne aveva davvero bisogno e dove terminerà, il più tardi possibile a Dio piacendo, la sua vita terrena.