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Il saluto ai figli e alla moglie, poi la tragedia: muore nella notte imprenditore di 50 anni

Positivo al Covid dal 29 marzo, venerdì la visita del medico dell’Usca. Il corpo trovato dalla moglie che dormiva in un’altra stanza. Il racconto della donna

La moglie lo ha salutato la sera prima di andare a letto in una stanza diversa perché da giorni era positivo. Una precauzione utile per limitare i contatti e un possibile contagio in famiglia. È stata l’ultima volta che ci ha parlato.

Quando la mattina si è presentata nella camera per sincerarsi delle condizioni del marito è esplosa in un grido disperato. Egidio Donadio, 50 anni, imprenditore con azienda a Peccioli, residente a Santa Croce sull’Arno, era morto nella notte. Un corpo senza vita steso sul letto.


Positivo al Covid da poco più di una settimana, in salute, l’uomo non è mai andato in ospedale. Il medico dell’Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) lo aveva visitato venerdì e non aveva ritenuto di farlo ricoverare.

Una famiglia travolta da una tragedia di cui non aveva alcun sentore. Un contagio che all’inizio sembrava gestibile e superabile e che all’improvviso ha deviato verso un punto di non ritorno lasciando nello sgomento più nero le tre donne di casa Donadio.

Francesca Riccio è la moglie di Egidio e la mamma delle due figlie. I familiari lo ricordano così: «Era amministratore della ditta Autoteck srl, un grande lavoratore. Era una persona buona, lo amavano tutti, un padre e marito stupendo, non faceva mancare nulla alle figlie e alla moglie. Noi lo ricordiamo proprio così come nella foto, sorridente e amante della vita. Il Covid purtroppo se l’è portato via, ma resterà sempre nei nostri cuori».

Le figlie sono accanto alla mamma e insieme cercano di farsi coraggio. Non ci sono alternative per reagire a una tragedia che ha colpito una famiglia la cui esistenza nel giro di poche ore è stata devastata da un virus silenzioso e crudele. La parabola di un destino cieco.

«Egidio è risultato positivo il 29 marzo – è il racconto della signora Francesca –. Non aveva alcun problema di salute pregresso. Non sappiamo dove abbia potuto prendere il Covid, forse sul lavoro, ma non abbiamo certezze. Era stanco, si alzava e si affaticava subito, per questo ho richiesto la visita domiciliare del medico di famiglia, di turno all’Usca venerdì scorso».

Dal giorno della positività non era più uscito di casa e aveva osservato ogni cautela per evitare contatti con il resto della famiglia. La moglie da giorni aveva trovato uno spazio in casa dove dormire proprio per ridurre al minimo la vicinanza con il 50enne.

La sera di Pasqua, Donadio è andato a letto. Un saluto alle figlie, una chiacchierata con la moglie in ansia per le sue condizioni di salute e poi la luce si spegne nella camera dell’imprenditore. I coniugi si lasciano con il pensiero al mattino per una nuova giornata sul fronte del Covid. Un giorno che non ci sarà, almeno per Donadio. Entrata in camera e accesa la luce, la moglie chiama Egidio senza ottenere risposta. Quello che sembrava impensabile e neanche annunciato come sintomi era accaduto nella notte. Invano è stato l’intervento del 118, chiamato subito dalla figlia.

L’ultimo saluto è stato portato nella chiesa di Sant’Andrea tra lacrime e commozione per il marito e padre di famiglia che aveva nel sorriso il suo modo di approcciarsi alla vita. —